Brebemi e Tav, 30 anni di idee
Un'occasione di grande sviluppo

Trent'anni fa a Treviglio di Brebemi e Tav, o comunque di nuovi tracciati autostradali e ferroviari, nemmeno si parlava. Nei futuri progetti rientrava solo il quadruplicamento della tratta compresa tra Treviglio e lo scalo milanese di Pioltello, poi realizzato.

Trent'anni fa a Treviglio di Brebemi e Tav, o comunque di nuovi tracciati autostradali e ferroviari, nemmeno si parlava. Nei futuri progetti rientrava solo il quadruplicamento della tratta compresa tra Treviglio e lo scalo milanese di Pioltello, poi realizzato.

Ne sa qualcosa Graziano Bellagente, oggi 73 anni, primo cittadino dal 1981 al 1987 e da sempre favorevole all'arrivo delle grandi opere viarie: «Abbiamo accettato nei primi Anni Ottanta il progetto di quadruplicamento della ferrovia approvandolo in Consiglio comunale: era un modo per favorire i nostri pendolari. Di Brebemi e Tav invece non si parlava e nemmeno ipotizzavamo opere del genere. Brebemi è stata imposta alle varie amministrazioni comunali e non è restato altro che accettarla, anche perché potenziale occasione di sviluppo economico: andrà però sfruttata al meglio, anche per portare fuori da Treviglio il traffico, grazie alle opere complementari».

Solo nel periodo compreso tra il 1988 al 2001 si iniziò a parlare di ipotetici nuovi percorsi autostradali e ferroviari a sud di Treviglio, paralleli alla A4 e alla linea Milano-Venezia. In quegli anni alla guida della città c'era Luigi Minuti, ora sessantunenne e studioso di storia locale, entusiasta dell'arrivo di questi tracciati. «Dire che sono contento di queste opere è poco - commenta Minuti -. Non riusciamo forse ancora a immaginarci come l'insediamento di queste infrastrutture sia in grado di portare a breve vantaggi economici, occupazionali e contemporaneamente anche un respiro alla viabilità interna della nostra città, ma anche a quella dei comuni interessati dal tracciato».

Secondo Minuti si realizza un sogno dei trevigliesi: «Quello di avere un casello autostradale sul proprio territorio, cullato fin dagli Anni Trenta - ricorda - e poi per altri decenni, addirittura inserendo nel Piano regolatore generale degli Anni Sessanta delle fasce di rispetto nell'area vicino all'attuale ferrovia, dove appunto si insedieranno ora le due infrastrutture. Queste nuove opere segneranno un ulteriore sviluppo economico di Treviglio».

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