Trasloco ospedale, giorni decisivi
I primari: ce la faremo. Rsu: rinvio

Ai Riuniti come al Papa Giovanni XXIII sono giornate concitate, fatte di incontri, prove, analisi sulla fattibilità del trasloco. Mancano otto giorni al trasferimento di personale e pazienti nella nuova struttura della Trucca. Da parte dei primari c'è un sostanziale ottimismo.

Ai Riuniti come al Papa Giovanni XXIII sono giornate concitate, fatte di incontri, prove, analisi sulla fattibilità del trasloco. Mancano otto giorni al trasferimento di personale e pazienti nella nuova struttura della Trucca. Da parte dei primari c'è un sostanziale ottimismo sul rispetto dell'imminente scadenza.

Questo ottimismo si scontra però con la posizione dei sindacati dei lavoratori, preoccupati sull'attuabilità dello spostamento il 15 dicembre, che potrà avvenire solo previo accreditamento dell'Asl. Già in stato di agitazione, le Rsu hanno annunciato una petizione da far sottoscrivere a tutto il personale e da sottoporre alla direzione dell'ospedale. L'intento è quello di chiedere che venga disposto un posticipo.

La giornata di ieri, densa di appuntamenti, è iniziata alle 8,30 con l'assemblea fiume delle Rsu dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil, Usb, Nursind, Fials, Fsi): le rappresentanze sindacali ieri hanno annunciato una petizione: «Si concentrerà tra lunedì, martedì e mercoledì - spiega Roberto Sozzi, coordinatore delle Rsu -, posizioneremo un banchetto nella zona della cucina e della mensa soprattutto negli orari di punta. Siamo convinti che in questo momento non ci siano le condizioni per un trasloco in sicurezza».

Mentre i rappresentanti sindacali scrivevano questo testo, annunciando per mercoledì una conferenza stampa aperta al pubblico, i direttori sanitari delle aziende ospedaliere orobiche, sia pubbliche che private accreditate, hanno visitato il nuovo impianto della Trucca confermando la loro disponibilità ad accogliere i pazienti dei Riuniti. Per consentire il passaggio dalla vecchia struttura alla nuova nei giorni scorsi era stato deciso di ridurre l'attività chirurgica e di abbassare il numero dei ricoverati da 950 a circa 600 (al momento sono già scesi a circa 700).

Infine, nel pomeriggio è stato il momento della riunione tra tutti i primari, circa una sessantina, con il direttore generale Carlo Nicora, il direttore sanitario Laura Chiappa e il direttore amministrativo Peter Assembergs: al centro del confronto (che è stato aggiornato a mercoledì) il cronoprogramma dei lavori e la raccolta di eventuali criticità.

«È stato un buon incontro - commenta Claudio Arici, responsabile del Pronto soccorso -, c'è stata una sorta di aggiornamento reciproco sullo stato delle cose. Al momento tutti stiamo facendo la nostra parte affinché il trasferimento sia il 15 dicembre, ovviamente si potrà procedere solo se ci sarà la sicurezza». Della stessa opinione Luca Lorini, primario di Rianimazione: «Abbiamo già iniziato con le simulazioni in interventi in sala operatoria, con processi di ricovero e dimissioni. Ognuno di noi sta lavorando il doppio, la mattina ai Riuniti, il pomeriggio alla Trucca. A mio avviso a questo punto, sarebbe più pericoloso restare in largo Barozzi piuttosto che spostarsi al Papa Giovanni XXIII».

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