Martedì 26 Febbraio 2013

Caso Yara, nuovo passaggio
Il fascicolo passa a un altro gip

Con la sua ordinanza ha in pratica dato il là all'apertura del nuovo fascicolo per favoreggiamento a carico di Mohammed Fikri, ma non sarà più il gip Ezia Maccora ad occuparsene per eventuali vagli. Questo in virtù di un sofisticato meccanismo di rotazione che l'ufficio del giudice delle indagini preliminari di Bergamo ha creato per garantire l'imparzialità nelle assegnazioni.

Una specie di formula matematica che evita discrezionalità e delega il più possibile al caso, scongiurando così calcoli coi quali le parti in causa potrebbero scegliersi il gip gradito. Il controllo sul nuovo fascicolo a carico del marocchino, aperto venerdì scorso dal pm Letizia Ruggeri, passerà al giudice preliminare Patrizia Ingrascì. Spetterà dunque a lei valutare la richiesta di incidente probatorio presentata sempre venerdì - in concomitanza con l'apertura del nuovo faldone a carico di Fikri - dal pubblico ministero.

Incidente probatorio che riguarda la nuova traduzione e la trascrizione di tutte le telefonate di Fikri intercettate durante l'indagine, non solo la frase che è stata finora motivo di contendere fra interpreti: «Allah, fa' che risponda», secondo alcuni; «Allah, perdonami, non l'ho uccisa io», secondo altri. Il gip Ingrascì ha davanti due strade: accettare la richiesta di incidente probatorio e fissare un'udienza per conferire l'incarico al perito; oppure rigettare l'istanza dell'accusa. Di certo c'è che dagli incroci in aula esce di scena la famiglia di Yara: non può più essere considerata parte offesa, perché l'eventuale danneggiato nei procedimenti per favoreggiamento è la giustizia. Il gip Maccora 4 giorni fa aveva accolto «a metà» la reiterata richiesta di archiviazione delle accuse a carico del marocchino, disponendo l'archiviazione per il reato di omicidio, ma ordinando la trasmissione degli atti alla Procura perché si procedesse all'iscrizione di Fikri nel registro degli indagati per favoreggiamento. Letizia Ruggeri era stata fulminea e aveva provveduto a farlo a poche ore di distanza dall'ordinanza del gip. Poteva farlo? Sì, anche se i «Dottor Sottile» del diritto fanno notare che non era automatico che fosse lei a farlo. In teoria, il fascicolo sarebbe potuto essere assegnato anche a un altro sostituto procuratore, trattandosi di un nuovo faldone. Ma questo avrebbe significato sfiduciare il pm che finora ha condotto le indagini. Per le Procure è contemplato un margine di discrezionalità, che è stato applicato anche in questo caso.

«L'indagato è lo stesso, i fatti sono identici anche in presenza di una nuova ipotesi di reato. C'è continuità e non vedo perché si sarebbe dovuto assegnare al fascicolo a un altro sostituto», spiega il procuratore Francesco Dettori. Al gip Ezia Maccora resta invece in carico il potere di vaglio sul fascicolo per omicidio aperto contro ignoti. Proprio oggi, a due anni esatti dal ritrovamento del corpo di Yara, di questo faldone scadono i termini per le indagini. Significa che non sarà più possibile disporre nuovi accertamenti. Il che non vuol dire che l'inchiesta finisca necessariamente in soffitta. Non essendo a carico di indagati noti, a cui assicurare le garanzie di legge sulla durata del procedimento, diventano più labili i termini temporali. In parole povere, il pm non è obbligato a chiedere l'archiviazione dopo 24 mesi. E, in caso di novità investigative di un certo peso, il fascicolo potrà sempre essere riaperto.

fa.tinaglia

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