Martedì 26 Febbraio 2013

Lallio, cucciolo morto 3 giorni dopo
Gara di solidarietà per la bambina

Non ce l'hanno fatta a restare indifferenti davanti alla storia della mamma di Lallio che fa il mutuo per comprare un cucciolo di spitz nano per la pet therapy della figlia disabile e resta con le rate da pagare quando la cagnolina - dopo soli tre giorni - muore. Una decina di persone lunedì ha contattato la nostra redazione offrendo gratuitamente cani o prospettando donazioni perché la piccola possa presto riavere un compagno di giochi.

«Non ho parole - confida commossa la madre -, non me l'aspettavo questa gara di solidarietà. Anche perché non era questo lo scopo della mia denuncia: io volevo solo mettere in guardia chi compra cuccioli che arrivano dall'Europa dell'Est. È una bella risposta e mi premurerò di ringraziare personalmente chi ha dimostrato tanta sensibilità». Francesco Contessi, dell'allevamento Villa Ausilia di Costa Volpino, educatore diplomato Coni, avrebbe intenzione di regalare alla bambina un cucciolo di labrador o, nel caso l'animale fosse troppo ingombrante, una serie di lezioni buone per la pet therapy. «Mi ha colpito il sacrificio della madre - racconta -, il mutuo acceso per soddisfare il desiderio della figlia disabile. Siccome il mio è un lavoro, ma soprattutto una passione, ci terrei a rendere felice una persona che non ha la possibilità di avere un cucciolo».

Stefano Spada di Bottanuco: «Mio papà alleva gli spitz arancio della Pomerania. Dopo aver letto l'articolo, saremmo intenzionati a metterci in contatto con la signora di Lallio per regalargliene uno». Un'azienda di Curno specializzata in apparecchi di odontoiatria vuole fare una donazione per la bimba. Un educatore cinofilo, che chiede l'anonimato («Preferirei che la cosa non fosse di pubblico dominio»), scrive: «Potete mettermi in contatto con la famiglia della ragazzina che vedo se posso fare qualcosa?». Anche Marco Vitali, titolare di allevamenti di cani a Bergamo e in Slovacchia è disposto a regalare un cucciolo. «Però la gente deve stare attenta - avverte -. Comprare sotto certi prezzi nasconde spesso fregature. Questo non vuol dire che i cuccioli importati dall'Europa dell'Est siano di qualità scadente. Anzi, al 90% le mostre le vincono gli allevatori di queste nazioni. Certo, poi ci sono i mascalzoni senza scrupoli che portano in Italia cuccioli non di razza, maltrattati e in precarie condizioni di salute, spesso stipati su furgoni. A Pecs, in Ungheria, c'è un mercato dove la domenica mattina puoi compare animali a 50 euro. C'è gente che poi li rivende in Italia a 10 volte tanto».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 26 febbraio

fa.tinaglia

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