Domenica 07 Aprile 2013

Pontida, Maroni: se sarà il caso
faremo la guerra con Roma

«Qualcuno ha esagerato a dire che tutto va bene, è un leccaculo. La Lega non si sta dividendo come scrivono i giornalisti, ma qualche volta la base viene trattata un po' male, si finisce per escluderla e contare poco. Ma credo che tutto è ancora rimediabile».

Lo ha sottolineato il presidente della Lega, Umberto Bossi, parlando dal palco di Pontida. «Siamo ancora in grado di modificare le cose» ha aggiunto Bossi. «Ogni anno la base dovrà dare un giudizio sui suoi eletti». È la proposta che Bossi ha lanciato dal palco di Pontida, perché «non possiamo dipendere solo dal Consiglio Federale».

«Non ho fatto la Lega per romperla, la miglioreremo». Lo ha ribadito Bossi. Ai militanti che protestavano ha detto che la loro protesta «è stata capita: la base deve contare di più e conterà». E «niente insulti e niente fischi», ha domandato prima di abbracciare Maroni.

«Non la penso come Maroni quando dice che ce ne stiamo al Nord e ce ne freghiamo di Roma: noi dobbiamo combattere su tutti i fronti, anche a Roma». «Noi vogliamo il cambiamento, niente insulti e niente fischi, non fate felici le canaglie romane, sono là dall'altra parte del televisore sperando che Pontida finisca male, sperano che ci meniamo - ha concluso Bossi -. Qui c'è la concordia, qui si mise la base solida dell'amicizia e la stima reciproca: noi siamo fratelli, tutti per uno, tutti per tutti».

«Eccoci qua, abbiamo smentito i gufi, che volevano la Lega divisa, andate tutti a quel paese giornalisti di regime, noi siamo tutti qui per il nostro progetto: prima il Nord". Lo ha sottolineato il segretario della Lega Nord e presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, parlando dal palco di Pontida.

«Abbiamo una strategia che passa dalla conquista delle regioni del Nord per realizzare il nostro grande sogno: la Padania, la grande regione del nord - ha aggiunto Maroni -. Dopo gli scandali siamo riusciti a recuperare, i veri diamanti della Lega sono i militanti».

«Questo governo deve andare a casa subito. Prima il Nord, poi Roma, noi faremo quelle cose che loro non vogliono fare, se serve faremo la guerra a Roma e al governo. I nostri deputati e i nostri senatori faranno la guerra, caro Umberto».

«La macroregione - sono sempre parole di Maroni - non è solo un'idea, o un sogno. La rivoluzione che vogliamo fare è quella della concretezza, vogliamo risultati concreti: noi lottiamo e lotteremo perché rimanga qua il 75% delle nostre tasse, sono soldi nostri e devono rimanere qui».

«Oggi noi tre governatori abbiamo firmato una mozione, un impegno a lottare perchè si possano trattenere le nostre tasse - ha spiegato Maroni- se il governo dovesse dire di no, ci impegniamo a superare autonomamente i vincoli imposti da Roma. Noi non siamo qui per scherzare, combattiamo fino in fondo».

Maroni a Pontida ha portato alcune buste contenenti «i diamanti di Belsito». Nel dare l'annuncio ha ricordato l'impegno preso un anno fa quando la Lega venne travolta dalle inchieste sulla gestione dell'ex tesoriere. Maroni ha invitato i segretari nazionali a consegnare i 13 diamanti alle «sezioni più meritevoli». «Valgono 10 mila euro l'uno e li voglio dare alle sezioni. Li consegnerò ai militanti che si sono impegnati, che si rimboccati le maniche e tengono alto l'onore della Lega. Si impegnano non per se stessi o per le proprie poltrone».

«Il vero segnale che dobbiamo dare da qui è che la macroregione del Nord sia prima di tutto. In Veneto vogliamo fare il referendum per l'indipendenza della nostra regione, una volta per tutte lo facciamo e ce ne andiamo". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, parlando dal palco di Pontida. «A Roma diciamo stai attenta ci stiamo organizzando: a pochi chilometri da qui c'è la Carinzia con il 25% delle tasse», ha aggiunto Zaia.

«Giovedì mattina porterò in Senato le firme raccolte e la mozione a sostegno della macroregione del Nord e del 75% delle tasse, ne porteremo 60 mila, 10 mila in più di quelle richieste». Lo ha annunciato il senatore della Lega Nord, Roberto Calderoli, dal palco di Pontida.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata