Lunedì 01 Luglio 2013

«Siamo delusi dalla mancanza
di una visione per Bergamo»

«Temo abbia ragione Cesare Zonca quando dice che Bergamo è un muro di gomma, e l'abbiamo testato in questi anni. Siamo profondamente delusi rispetto a ciò che si può e deve fare per questa città». Francesco Valesini - 44 anni - è fresco di (ri)elezione alla guida dell'Ordine degli architetti di Bergamo. Nel maggio 2012 era subentrato a metà mandato al dimissionario Paolo Belloni.

Dicevamo della città e del vostro sentirvi delusi...
«Non condividiamo né i metodi né le modalità di gestione di importanti progetti. E non parlo tanto dei Riuniti o di Porta Sud, complessi nella loro trasformazione, ma di opere di minori dimensioni che svolgono però un alto valore di rappresentanza e hanno magari una cantierabilità e una fattibilità economica più immediata. Per essere credibili anche su altre operazioni future, si dovrebbero mostrare metodi diversi e capacità di visione e progettualità molto superiori a quelle a cui invece assistiamo. E non basta citare la crisi per giustificarli. Mi riferisco per esempio alla Gamec e al Donizetti».

Sulla Gamec avete presentato una diffida...
«Ci hanno detto che non era il momento, niente di più: appena si parla di quel progetto ci sono evidenti imbarazzi. E sul Donizetti? 18 milioni di lavoro e un incarico dato senza concorso».

Il concorso, il vostro cavallo di battaglia...
«Certamente. Pensiamo al Donizetti: ha di fronte una realtà come l'Immobiliare Fiera che da tempo chiede di scongelare il Sentierone. È da 8 mesi che siamo seduti intorno al tavolo con il Comune cercando di fare un concorso: siamo partiti con grandi obiettivi, ma la cosa si sta ridimensionando in un modo non più accettabile né interessante».

Perché?
«Perché in qualsiasi altro posto avrebbero messo insieme i 18 milioni del Teatro con il progetto di rilancio del Sentierone, la riqualificazione di Piazza Dante, dei giardini del Donizetti...».

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m.sanfilippo

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