Lunedì 29 Luglio 2013

Vent'anni fa il trapianto di rene
Oggi in gara ai World Tranplant Games

Alberto Signorini, insegnante di italiano a Cepino di Sant'Omobono, trapiantato di rene vent'anni fa, sarà in sella alla sua bici sulle strade di Durban, in Sud Africa, per rappresentare l'Italia ai Giochi olimpici mondiali dei trapiantati d'organo, che si svolgeranno da oggi fino a sabato 3 agosto. Signorini gareggerà nella prova in linea e in quella a cronometro.

«Sono in ottima forma - ammette l'atleta trapiantato - e non nascondo il desiderio di potermi piazzare tra i primi». Alberto è partito venerdì sera da Malpensa insieme ad altri 50 atleti italiani che gareggeranno in diverse discipline sportive: dall'atletica leggera al ciclismo, dal nuoto alla pallavolo, dal tennis al tennis da tavolo. «A Durban sono presenti più di 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza dei 55 Paesi che partecipano ai Giochi - spiega entusiasta Alberto -. Il nostro obiettivo è anche quello di dimostrare che il trapianto ci ha fatto tornare in piena salute e ad una vita fatta anche di attività sportive».

La squadra italiana sarà capitanata dalla pallavolista Margherita Mazzantini e dal team manager Valentina Totti, presente anche nella veste di ricercatrice del Centro Studi Isokinetic di Bologna per il Programma di ricerca «Trapianto...e adesso Sport» che prevede il monitoraggio di atleti trapiantati che svolgono una costante attività sportiva, in particolare quella a livello agonistico. «I World Transplant Games - aggiunge la bergamasca Valentina Paris, dal 2012 presidente di Aned, l'Associazione nazionale emodializzati e trapiantati - rappresentano un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicato tema della donazione. Alla cerimonia d'apertura e fino al 3 agosto per tutta la durata dei Giochi, è presente anche una rappresentanza delle famiglie dei donatori, a testimoniare il forte senso civico e morale che sta dietro una decisione che, presa in momenti affettivamente dolorosi come la morte di un proprio caro, è impregnata di generosità e altruismo».

«A causa di una malattia renale cronica - racconta Alberto Signorini - a 18 anni ho dovuto iniziare la dialisi. Mi sembrava che il mondo mi stesse crollando addosso. Ero confuso e non sapevo cosa sarebbe stata la mia vita. Due anni dopo ho ricevuto un meraviglioso dono: il rene di un bergamasco deceduto in seguito ad un incidente stradale. In pochi mesi ho ritrovato la salute grazie al trapianto agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ora voglio farmi testimone dell'importanza delle donazioni. Un atto che rende le persone speciali e che dovrebbe diventare "normale". E nello stesso tempo la mia testimonianza vuole essere un messaggio di speranza verso chi è ancora in dialisi e sta attendendo di iniziare una nuova vita». In Italia conclude Paris, «sono 7.000 i malati in dialisi che attendono un trapianto di rene per poter tornare ad avere una buona qualità della vita, e uscire quindi dalla schiavitù della dialisi e dai suoi risvolti negativi sia fisici che psicologici».

Gabriella Pellegrini

fa.tinaglia

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