Giovedì 01 Agosto 2013

La protesta di cinquanta sindaci:
chiesto incontro con il ministro

Erano circa cinquanta, un numero consistente considerando che siamo ad agosto, i sindaci che si sono radunati giovedì alle 18,30 davanti alla Prefettura per protestare contro la decisione della Corte costituzionale di annullare le multe comminate ai Comuni siciliani (e a tutti quelli delle altre regioni a Statuto speciale) per aver sforato il Patto di stabilità.

I sindaci erano per la maggior parte leghisti, ma hanno partecipato anche primi cittadini del Pdl e del Pd. Presenti il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, e il presidente della Provincia, Ettore Pirovano. Tutti fermamente uniti contro il Patto di stabilità che, come diceva anche uno striscione, è diventato un «Patto di disparità».

«Una vergogna», così è stata definita la sentenza della Corte costituzionale. Diverse le testimonianze di sindaci che hanno i soldi congelati, appunto per il Patto di stabilità, e non possono offrire ai Comuni che rappresentano servizi fondamentale per la popolazione. Hanno parlato i primi cittadini di Brignano, Caravaggio, Grassobbio, Trescore, Pedrengo e San Pellegrino.

Tra le ipotesi di cui si è discusso si è anche parlato della possibilità di sforare il Patto di stabilità ma è un'ipotesi non molto praticabile in considerazione delle forti multe che potrebbero essere comminate. Si è così deciso di chiedere al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, un incontro urgente per discutere del problema.

Quella di Bergamo è stata la prima protesta pubblica in ambito nazionale dei sindaci «virtuosi» dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, ma è probabile che altre città seguiranno l'esempio bergamasco.


m.sanfilippo

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