Mercoledì 13 Maggio 2009

Il viaggio del Papa in Terra Santa
Un'intervista a Padre Pizzaballa

«Il processo di pace è in una fase cruciale: se non si sblocca il negoziato fra israeliani e palestinesi, la pace è davvero a rischio. Lo afferma padre Pierbattista Pizzaballa, custode della Terra Santa, in una intervista che verrà pubblicata giovedì 14 maggio su L'Eco di Bergamo. «Non so se ci sarà proprio un'altra guerra ma certamente assisteremo a un deterioramento molto forte - spiega il francescano -. Si devono prendere decisioni, proporre segnali da entrambe le parti, altrimenti si rischia di precipitare in una spirale di nuovo odio dalla quale sarà difficile risollevarsi».

Sul futuro della regione mediorientale: «È difficile prevedere cosa può accadere. Tutto sta nelle mani dei governi di qui e degli Stati Uniti. Poichè l'Europa - ha aggiunto - non conta niente». Il muro di separazione fra Israele e i Territori il francescano lo considera una «realtà fisica» ma sottolinea, «il muro più pericoloso è quello che è stato costruito negli anni da tutti dentro i cuori».

«La visita papale - ha continuato - sta andando bene, ma non dobbiamo aspettarci miracoli da questo viaggio. Benedetto XVI è venuto come pellegrino e chi mette i suoi passi sulle vie che ha percorso il Signore deve parlare di pace e riconciliazione. Ma la pace devono farla i leader e i popoli». Il francescano sottolinea ancora che la pace è compito tanto delle persone quanto della politica, nella quale tuttavia non ripone molta fiducia. «Tocca alla gente volersi finalmente bene - dice il custode - la politica in questo momento è debole, mancano leader capaci di visione ampie che sappiano trascinare i popoli». Secondo il francescano, la pace «va costruita a livello popolare e non se ne può parlare solo nei circoli intellettuali, in pochi movimenti pacifisti e nei salotti delle capitali». Ma anche i media devono fare la loro parte: «L'opinione pubblica diventa uno strumento di conflitto - avverte - e ciò che pensa la gente diventa importante solo se piace al leader del momento».

e.roncalli

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