Per Sant'Agata e l'ex Carmine
pronto il piano di ristrutturazione

Sarà presentato oggi alla Giunta il piano per la riqualificazione dell’area di Città Alta compresa tra il complesso del Carmine e quello di Sant'Agata. Si tratta di un’ipotesi elaborata da un team di esperti. Per saperne di più leggi L'Eco in edicola oggi

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Sarà presentato oggi alla Giunta il piano per la riqualificazione dell’area di Città Alta compresa tra il complesso del Carmine e quello di Sant'Agata. Si tratta di un’ipotesi elaborata da un team di esperti selezionati attraverso un bando ad hoc, alla luce della conformazione e delle peculiarità dell’area.

Lo studio è realizzato di concerto con il Demanio, proprietario di Sant’Agata, e con le realtà civiche e associative presenti nell’area, cioè Cooperativa Città Alta, Ttb e circoscrizione. Il gruppo di esperti (coordinato dall’architetto Luca Della Mea e composto da Andrea Gritti, Alberto Bianchi, Fabrizio Medolago e Sandra Giorgi) ha messo a punto il primo «programma speciale» in attuazione del Piano particolareggiato di Città Alta.

La proposta che sarà illustrata oggi (si tratta di un’informativa e non ci saranno voti in Giunta) prevede per l’ex monastero del Carmine, proprietà del Comune, funzioni plurime di tipo culturale, amministrativo, ricreative e di ristoro, residenziali (alloggi sociali). In particolare, si pensava al trasferimento del Circolino sui due piani del lato confinante con l’attuale giardino, a un’area espositiva nei 150 metri quadri della sala voltata nei sotterranei, a spazi teatrali nel lato più vicino alla Corsarola e a funzioni amministrative nella sala capitolare verso piazza Mascheroni. Gli appartamenti comunali staranno su via Boccola, dove si ipotizza anche il recupero dei vecchi arconi con attività commerciali e artigianali. Gli spazi aperti dell’ortaglia, che oggi ospitano il Circolino, saranno infine destinati a usi collettivi.

Per Sant’Agata, il Demanio ha chiesto una valorizzazione che renda la struttura appetibile a privati per una concessione (si era ipotizzato di 50 anni). Il team ha immaginato questo scenario: nell’ala più interna spazi ricettivi (albergo di lusso, più ristoro) collegati a servizi di alto livello in parte fruibili dalla collettività. Ad esempio, una sala congressi e l’opzione di un centro benessere.

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