Sabato 10 Ottobre 2009

Col teleriscaldamento risparmi
per 19 mila tonnellate di petrolio

Riprenderanno nei prossimi mesi i lavori per lo sviluppo della rete del teleriscaldamento a Bergamo, affidati alla società bresciana A2A. Ed è in occasione della visita alla centrale di cogenerazione Carnovali che il sindaco Franco Tentorio, l'assessore ai lavori pubblici Alessio Saltarelli e l'assessore all'ambiente, Massimo Bandera, congiuntamente ai tecnici di A2A Piercostante Fioletti, responsabile dei servizi tecnici amministrativi e Francesco Giffoni, responsabile dell'unità operativa teleriscaldamento, offrono un quadro dei lavori già effettuati e degli interventi in previsione per realizzare l'intero progetto, avviato nel 2005.

Delle sei centrali previste a Bergamo, cinque (Carnovali, Cavour, Monterosso, Piscine e Goltara) sono già operative, alcune delle quali, come la Carnovali, sono di cogenerazione, dal momento che alla produzione di calore si associa la produzione di energia elettrica. Dalle centrali si dirama la rete delle tubazioni, i cui lavori tra il 2005 e il 2008 hanno portato alla creazione di 20 km per servire la zona del Centro, alimentata dalla Centrale Carnovali, la zona Ovest e Sud Ovest, alimentata dal polo industriale di Goltara e la Zona Nord, alimentata dalla centrale di Monterosso.

Le tubazioni di mandata conducono l'acqua calda della rete agli edifici allacciati che, tramite sottocentrali dotate di scambiatori di calore, trasferisce all'acqua dell'impianto dell'edificio allacciato il calore necessario al riscaldamento degli ambienti. L'acqua ormai raffreddata torna in centrale tramite le tubazioni di ritorno per essere nuovamente riscaldata.

Al momento gli edifici allacciati sono 190, per una volumetria complessiva di circa 2 milioni di metri cubi, ma il progetto mira a servire più di un terzo degli edifici cittadini, arrivando ad una volumetria complessiva di 10 milioni di metri cubi.

E i vantaggi dell'intervento, già voluto dall'amministrazione Veneziani e proseguito dall'amministrazione Bruni, vanno a favore della sicurezza dei cittadini, che non hanno più bisogno di caldaie e canne fumarie, sottraendosi al rischio di fughe di gas, scoppi e incendi, delle loro tasche, poiché l'eliminazione della caldaia implica l'eliminazione dei costi di acquisto e manutenzione, meno onerosi per il teleriscaldamento e dell'ambiente.

Le centrali al momento si avvalgono del gas metano come combustibile per produrre il calore necessario e il progetto a regime permetterà un risparmio di energia primaria pari ad oltre 19 mila tonnellate equivalenti di petrolio. Ogni centrale è poi dotata di un sistema di controllo continuo delle emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto.

L'amministrazione Comunale e A2A stanno progettando le future fasi di sviluppo del servizio e la programmazione dei lavori previsti nel corso del 2010 per realizzare i restanti 80 km di rete.

Il costo iniziale del progetto si aggirava intorno ai 69 milioni di euro, ma è ora salito a 100 per un aumento dei costi dovuto al trascorrere degli anni e al miglioramento delle tecnologie.

a.ceresoli

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