Zingonia, chiede sicurezza
tabaccaio minacciato di morte

«Bravi non sei bravo, sei un ruffiano! Tieni il becco chiuso o finirai presto secco. Hai capito? Se non tieni il becco chiuso presto secco finirai e nella tomba resterai». Questo il tenore della lettera anonima di minacce che ieri mattina ha ricevuto per posta Flavio Bravi, uno dei commercianti di Zingonia che, nei giorni scorsi, aveva espresso tramite le colonne de «L'Eco» la propria amarezza per aver visto gradualmente peggiorare la sicurezza nel quartiere, ribadendo però, nel contempo, di credere ancora in quella zona, dove da tre anni gestisce una tabaccheria.

Per fortuna, secondo gli inquirenti, la lettera, scritta in perfetto italiano (tranne un «chiaccherone» al posto di «chiacchierone»), come una sorta di filastrocca, con tanto di piccoli teschi disegnati sui lati e, in fondo, una tomba con scritto appunto «Bravi il chiaccherone», non sarebbe altro che l'opera di un mitomane. Una persona probabilmente italiana e residente nella zona che, già negli ultimi quattro anni, ha inviato altre tre o quattro lettere dello stesso tenore, contenenti minacce e richieste di estorsione, tutte accomunate da filastrocche un po' infantili e che - hanno spiegato gli inquirenti -, anche per questo, non devono preoccupare chi le riceve. «Infatti non sono preoccupato - sottolinea Bravi - e non mi fermo certo davanti a questo episodio, opera di un mitomane. Continuo a ribadire di credere a questa zona, alle tante persone, italiane ma anche straniere, che qui vivono e lavorano regolarmente come me e con le quali ho a che fare tutti i giorni. Ora abbiamo un po' mosso le acque, speriamo di ottenere qualche risultato concreto».

La missiva è stata spedita nei giorni scorsi ed è arrivata a Bravi martedì mattina: il tabaccaio si è subito presentato in caserma dai carabinieri a sporgere denuncia. Resta da chiarire se dietro la missiva anonima del mitomane ci sia una persona che abbia comunque qualche interesse nell'area di Zingonia, forse più legato all'economia dei complessi residenziali Anna e Athena (dove sono stati scoperti appartamenti affittati a clandestini e quindi sequestrati, ma anche episodi di subaffitto) piuttosto che all'attività di spaccio.

Nel frattempo un altro ex artigiano che crede ancora nella zona di Zingonia, Vicenzo Profita, sta cercando di mettere assieme un'associazione che coinvolga tutti i negozianti che lavorano su corso Europa e sulle strade interne del quartiere: «Sono dell'opinione che più siamo e meglio possiamo fare - spiega Profita, ex tipografo e oggi collaboratore delle figlie in un negozio a Zingonia - perché dobbiamo fare sentire la nostra voce senza che i Comuni dell'area di Zingonia ci considerino cittadini di serie B, visto che, in tutti questi anni, Zingonia ha dato tanto, anche a livello di economia, non ottenendo in cambio niente. La strada dove c'è il negozio delle mie figlie è stata asfaltata quarant'anni fa e poi mai più: invece nel centro di Ciserano le strade vengono riasfaltate con maggiore frequenza. Come mai? Le tasse non le paghiamo anche noi? Anche questo fenomeno della prostituzione, quanto ci vuole a debellarlo? Tutte le notti, da parecchi anni ormai, ci sono qui attorno decine di transessuali. Ci vuole tanto a mandarli via?».

Ecco l'idea di costituire l'associazione: «Vorremmo chiamarla "Associazione per lo sviluppo e la cooperazione delle aziende di Zingonia" - aggiunge Profita -, proprio come un analogo ente che costituimmo nel 1998 ma che purtroppo si sciolse nel giro di un anno. Attiveremo una casella postale e vorremmo realizzare un foglio a uscita cadenzata dove ciascuno possa dire la propria su questa realtà e tenere così alta l'attenzione di tutti».

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