Agnese torna alle gare sulla sua bici A soli 11 mesi dal terribile incidente
Agnese Romelli in sella alla bici ocn la sua nuova protesi

Agnese torna alle gare sulla sua bici
A soli 11 mesi dal terribile incidente

La 18enne di Clusone aveva perso il braccio sinistro in uno schianto in bicicletta proprio mentre si allenava con la sua squadra. Lo farà grazie a una protesi all’avanguardia.

«Attenzione atlete del ciclismo paralimpico, questa è col peperoncino!». L’alert lanciato da Ercole Spada, presidente del Team Equa, dipinge alla perfezione il caratterino e anche la voglia di imporsi di Agnese Romelli, la 18enne di Clusone che tra 11 giorni, a 11 mesi dal grave incidente (era il 9 maggio) in bici che le ha fatto perdere il braccio sinistro, tornerà a gareggiare. Merito della grinta da vendere e di Zebra 1, la protesi sportiva nuova fiammante uscita dal Centro Inail di Budrio giovedì scorso. Il tempo di un giretto di prova nel cortile della struttura di eccellenza nel campo della fornitura di protesi e della riabilitazione, in provincia di Bologna, e Agnese la tosta era già a Pavia a macinare chilometri e chilometri su strada.

A Pavia perché qui si trova la sede del Team Equa, la sua nuova società. L’atleta del Velo Club Sarnico a gennaio è infatti passata all’associazione sportiva fondata nel 2013 a Santa Cristina e Bissone, una delle realtà a livello nazionale e internazionale più importanti nell’ambito delle discipline sportive di handbike e paraciclismo. «Mi hanno cercato dopo esserci visti a una premiazione a novembre a Milano – spiega la studentessa al quarto anno del liceo delle scienze applicate all’Isiss Valle Seriana di Gazzaniga – e ho iniziato con loro da gennaio. Siamo una ventina di atleti da tutta Italia e anche con nazionalità estera, dell’Est Europa soprattutto, un bel team» che l’accompagna ora negli allenamenti, per affrontare le sue prime gare in versione «para».

«Sono tre mesi che faccio rulli tutti i giorni – spiega Agnese –: l’allenatore della società mi manda le tabelle e io eseguo». Ma la vera prova del nove, per Zebra 1, è stata venerdì, su strada. Sensazioni? «A parte i primi due minuti in cui pensavo a come fare – risponde l’atleta–, ho pedalato senza accorgermi di niente: quando salgo in sella penso sempre di tenere il braccio sinistro sul manubrio, come fosse proprio il mio braccio». Invece a tenerla saldamente al comando del manubrio è ora Zebra 1, nome curioso scelto a Budrio. «L’abbiamo chiamata così perché mi hanno chiesto di che colore volessi la protesi – racconta Agnese –. Ho detto non certo di color carne, perché il mio braccio non c’è più, allora ci ho fatto disegnare sopra la maglia della mia nuova squadra che è un po’ a strisce». E l’ha chiamata Zebra. Anzi, Zebra 1 «perchè in teoria in futuro dovrebbe arrivare anche la protesi da cronometro e un’altra da pista. L’obiettivo è di cimentarmi in tutte e tre le specialità».

Intanto il 6 e 7 aprile correrà le prime gare di Coppa Europa a Marina di Massa, mentre il 27 e 28 aprile a Verolanuova. «Ho un po’ timore – confida –, non sono troppo allenata, ma si deve pur ricominciare». Le gare e pure la scuola: operata a novembre per la reinnervazione del plesso brachiale, Agnese è dovuta rimanere a casa tre mesi, «con i professori che in settimana mi raggiungevano a Clusone per le lezioni, mentre dall’11 febbraio sono tornata in classe all’Isiss».


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