Arcene, fondo anticrisi
per famiglie e giovani

Un fondo anticrisi a favore delle famiglie in difficoltà a pagare le rate del mutuo della casa. E ancora per i giovani a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro. Ed infine in aiuto dei cassintegrati. Il Comune di Arcene scende in campo a favore dei suoi residenti colpiti dagli effetti dell'attuale crisi economica. E lo fa creando un fondo anticrisi da finanziarsi con gli interessi bancari che matureranno dai 3.213.000 euro versati recentemente sul conto corrente della tesoreria comunale ed ottenuti dal Comune vincendo la sua battaglia legale contro le immobiliari Arcene Infra ed Arcene Immobili. Tale cifra dovrà essere utilizzata in gran parte per l'urbanizzazione della zona artigianale adiacente all'edificio rurale Cascina nuova che, nell'ambito del piano di intervento integrato Canò, doveva essere realizzate dalle due immobiliari. Dell'intervento però non è ancora iniziata nemmeno la fase progettuale e così i soldi rimarranno per almeno un anno sul conto corrente della tesoreria comunale maturando interessi che il Comune utilizzerà per finanziare il fondo anticrisi: la cifra che sarà messa a disposizione della popolazione di Arcene secondo i primi calcoli sarà pari a circa 40 mila euro. «Per l'istituzione di tale fondo non aspetteremo comunque la maturazione degli interessi» precisa il sindaco di Arcene Michele Luccisano. Già nella prossima seduta del Consiglio comunale infatti verrà presentata la variazione di bilancio necessaria alla sua istituzione. Dopodiché spetterà all'assessorato ai Servizi sociali valutare i singoli casi a cui destinare gli aiuti economici. Priorità verrà data alle famiglie arcenesi in difficoltà nel pagare le rate del mutuo della casa. E poi ci sono i giovani a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro e i cassintegrati «il cui numero anche ad Arcene - sottolinea il primo cittadino - sta salendo in maniera preoccupante». È quindi una fortuna per Arcene aver vinto la sua battaglia legale contro Arcene Infra ed Arcene Immobili. Le due immobiliari, in cambio dell'approvazione del piano di intervento integrato Canò, avrebbero dovuto realizzare l'ultimo tratto della variante alla ex statale 42, realizzare la pista ciclopedonale in via Grandi, urbanizzare l'area agricola trasformata in artigianale confinante con la Cascina nuova. A garanzia della realizzazione di queste opere pubbliche erano state poste fideiussione per 2.940.000 euro di cui il Comune, non avendo le due immobiliari rispettati i termini del PII, aveva poi proceduto a chiedere il riscatto ottenuto solo recentemente dopo una battaglia legale durata due anni. Ma come verranno spesi questi soldi, ai quali vanno aggiunti circa 300 mila euro per interessi legali e rivalutazioni monetarie? Il sindaco Luccisano ha già dettato la tabella di marcia: 850 mila euro verranno utilizzati per riscattare il mutuo accesso nel frattempo per realizzare l'ultimo tratto della ex statale 42. Altri 200 mila euro per la realizzazione della pista ciclopedonale in via Grandi. Con i circa due milioni rimanenti verrà infine finanziata l'urbanizzazione dell'area artigianale di più di 80 mila metri quadri adiacente alla Cascina nuova. Questo progetto è molto importante per Arcene. Il suo scopo è infatti portare fuori dal centro abitato tutte le attività artigianali attualmente concentrate al suo interno, e liberare così il paese dal traffico, in particolare quello più «pesante». Passerà però almeno un anno prima che i lavori vengano completati e quindi pagati. Per tutto questo tempo quindi il Comune avrà la fortuna di non dover utilizzare concretamente i due milioni di euro ma di poterli tenere sul proprio conto corrente incassando gli interessi bancari. «I tassi di interesse a causa dell'attuale congiuntura economica si sono abbassati - afferma il sindaco Luccisano - saranno comunque sufficienti ad incassare una cifra pari a circa 40 mila euro che, nell'attuale momento di crisi economica, abbiamo deciso di mettere a disposizione della popolazione di Arcene».

© RIPRODUZIONE RISERVATA