Caldaie: 1.250 impianti controllatiil 28% non è conforme alle norme

Nel 2005 nella Bergamasca si sono registrati 23 episodi di intossicazione da monossido di carbonio (Co2) dovuto al cattivo funzionamento degli impianti di riscaldamento con 73 persone coinvolte, di cui una deceduta, 72 infortunate e 68 ricoverate. Dati che mostrano un incremento rispetto al triennio precedente, con una particolare recrudescenza nel mese di dicembre (7 casi, di cui uno mortale). E dai controlli Asl sugli impianti termici nel 2005 emerge che il 28% non è conforme alle norme di riferimento.Le attività di controllo e di vigilanza sugli impianti termici nel 2005 sono state eseguite tenendo presenti alcuni criteri di rilevazione connessi a specifici indicatori di rischio sanitario. Gli accertamenti complessivi sono stati 1.250, di cui 945 su impianti mai controllati prima e 305 su impianti già risultati «fuori legge» in passato. Dai dati emerge che 353 impianti (il 28% di quelli verificati) sono risultati non conformi alle norme di riferimento. Di questi, il 21% riguarda gli impianti già in funzione prima dell’entrata in vigore della Legge 46/90. Più in dettaglio, il 51% degli impianti antecedenti alla Legge 46/90 finiti sotto controllo è risultato non conforme, mentre tra gli impianti realizzati dopo l’entrata in vigore della nuova legge la percentuale di non conformità è scesa al 25%. Complessivamente, comunque, sono stati presi 329 provvedimenti, tra cui 6 sequestri e 5 denunce all’autorità giudiziaria.(04/11/2006)

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