Martedì 26 Agosto 2003

Happy hour, la moda sbarca anche a Bergamo

Il venerdì e sabato sera «l’aperitivo al chiostro» è infatti una tappa fissa per chi ha voglia di passare una serata in compagnia, tra due chiacchiere, nuovi amici, un drink, un brano musicale e qualche progetto per l’autunno che verrà.

È stata quindi l’estate dell’«happy hour» che ha il sapore dei suoi cocktail rinfrescanti. «Si punta sulla frutta fresca, drink ai cetrioli, ai mandarini cinesi e al frutto della passione - spiega Stefano De Gasperi (nella foto in basso), barman e organizzatore insieme al bar Tassino e all’associazione "Pubblico veicolo culturale" (Pvc) dell’"Aperitivo al chiostro" -. Dalle 18,30 fino alle 23 un nuovo modo per trascorrere all’aria aperta una serata in allegria».

Non si tratta di un banale aperitivo, ma un modo alternativo di cenare: un salotto dove incontrare gente, ma non solo questo, perché all’aperitivo si abbinano musica, mostre di pittura - in collaborazione con la Galleria di arte moderna e contemporanea di Bergamo - e fotografia, serate di danza, come quelle organizzate nelle scorse settimane, di funky e hip-hop.

«La tendenza dell’"happy hour" sta iniziando a prendere piede nella Bergamasca solo negli ultimi tempi - continua De Gasperi -. Il fenomeno, tipicamente milanese, unisce la comunicazione a drink di qualità e pietanze sfiziose». E mentre si assaggiano tartine, tacos, panini e pasta fresca, si ascolta musica: «Elettronica il venerdì sera - racconta Stefano Astore, presidente del Pvc -, a tema il sabato, passando dal rag al funky».

Il chiostro di San Francesco ospita queste serate di intrattenimento tutti i venerdì e sabato fino al 13 settembre: l’"happy hour" diventa così un veicolo culturale, stimolando i giovani a vivere luoghi antichi in modo più moderno, grazie anche alla collaborazione della Fondazione «Bergamo nella storia».

Caratteristica di questo fenomeno è anche il suo costo «a portata di studente»: «All’"happy hour" ci si diverte, si mangia e si beve senza spendere troppo - aggiunge Stefano De Gasperi -: 5 euro per un cocktail, 3 per un bicchiere di vino, 4 per la birra e cibo gratis in quantità».

E parlando di drink, si scopre qual è il più bevuto della stagione: «Sicuramente il mohito, insieme ai drink di frutta fresca - spiega Alessandro Zana, barman freestyle, con Alessandro Rubis, de "Le Iris" di via Verdi -. Il nostro aperitivo è collegato a una fascia di età più alta, che arriva intorno alle 19,30. Al cocktail si abbinano le tartine: per una serata in relax, l’l’"happy hour" è una sorta di antipasto alla cena».

Usi e tendenze che variano in base all’età e ai gusti. Per un bicchiere di vino i più gettonati dai giovani sono il «Vecchio Tagliere» in piazzetta Manzù, il «Lunetta Space» in via Sant’Orsola, il «Bar H» in via Carducci e il «Tropico Latino» in via Tasso: «Musica latino-americana e un buffet di tacos, tortillas - spiega il titolare Ivano Vitale -, ma anche insalate e pasta fredda da abbinare ai drink». Il «Tropico Latino» è stato tra i primi locali ad organizzare l’«happy hour» in città e da settembre riprenderà a organizzare serate con musica dal vivo.

Aleggia in questi locali uno spirito frizzante. L’«happy hour» lo si vive con tranquillità, assaporando gusti esotici, quello del lime che abbinato al rum fa il mohito: «Lime fresco, zucchero di canna, mentuccia - spiega Stefano mentre lo prepara al Chiostro -. Si pesta il tutto in un bicchiere insieme a ghiaccio rotto (una via di mezzo tra il tritato e i cubetti). Si aggiunge rum bianco e rosso e si shakera: il drink è pronto».

(26/08/2003)

f.tinaglia

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