Isis, un database con i profili dei miliziani C’è anche il nome di un rapper bresciano

Isis, un database con i profili dei miliziani
C’è anche il nome di un rapper bresciano

Oltre 22 mila profili di miliziani dell’Isis. È il database che l’intelligence tedesca è riuscita ad ottenere. Tra loro anche degli italiani, tra cui un rapper bresciano. E poi: più di una mezza dozzina di inglesi e alcuni americani.

I documenti, che sarebbero stati portati fuori dalla Siria da un miliziano pentito, contengono anche il questionario che il Califfato sottopone alle reclute. Tra le 23 domande, i nomi, le date di nascita, il luogo di nascita, il telefono, il livello di istruzione, il gruppo sanguigno e il livello di conoscenza della Sharia.

Confermata l’autenticità dei documenti, l’L’esistenza dei documenti, scritti in arabo e con il logo del Califfato, è stata rivelata dalla Süddeutsche Zeitung e dalle emittenti Wdr e Ndr. Ma non solo. Il sito di opposizione siriana Zaman al-Wasl, ha pubblicato anche alcuni leaks di 1,736 documenti e ha reso noto un database di 122 nomi che apparterrebbero ai martiri del Califfato. Sky News ha affermato di aver ottenuto alcuni dei documenti su una chiavetta Usb portata fuori dalla Siria da un ex membro del Free Syrian Army poi passato all’Isis che ha deciso di disertare e ne ha indicato il nome.

Da una prima analisi del database emerge come i jihadisti proverrebbero da 40 Paesi, compresi Iran e Russia. Il 72 per cento di loro sono arabi, l’1,7 siriani. Le nazionalità più ricorrenti sono saudite, tunisine, marocchine ed egiziane. Il 25 per cento dei miliziani sono di origini saudite.

Figurano anche due italiani: al numero 47 figura infatti Rawaha al Itali (ossia Anas El Abboubi, il rapper bresciano di origini marocchine morto nel luglio 2013) cioè «l’italiano»,con due carte di identità, una italiana e una marocchina e al numero 7 Abu Ishaq al Tunisi, che ha visitato per quattro anni vari paesi europei tra cui l’Italia.

Tra i nomi contenuti nel database, quello di Abdel Bary, rapper 26enne di Londra noto per essersi unito all’Isis dopo una serie di viaggi semiclandestini fra Libia, Egitto e Turchia e conosciuto da tutti come il boia Jihadi John. O ancora quello di miliziani uccisi nei mesi scorsi da raid di droni occidentali: da Reyyad Khan, di Cardiff, obiettivo di un omicidio mirato della Raf nell’agosto scorso; a Junaid Hussain, 21enne hacker di Birmingham additato in passato quale responsabile del servizio informazioni e reclutamento dello Stato islamico in Siria.


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