Moro e Lunger tratti in salvo dal Manaslu Erano bloccati al campo base

Moro e Lunger tratti in salvo dal Manaslu
Erano bloccati al campo base

«Non più divertente». Tre parole scritte in stile telegrafico su Facebook illustrano come in poche ore sia svanito il buonumore e l’ottimismo che caratterizzavano la spedizione di Simone Moro e Tamara Lunger sul Manaslu (8.163 m).

Solo un giorno prima i due alpinisti italiani avevano postato ancora dei video mentre, durante la nevicata record, ridendo e scherzando spalavano la neve dalle loro tende. A rompere l’incantesimo è stata una valanga che ha sfiorato il campo base della montagna himalayana. I due italiani e i loro due sherpa sono stati tratti in salvo in elicottero.

Simone Moro nella neve

Simone Moro nella neve

«Durante le mie 13 spedizioni invernali non ho mai visto nulla del genere», commenta Moro sul suo profilo la nevicata eccezionale, che per sette giorni consecutivi non ha dato tregua. «Ieri lo sbuffo e il pulviscolo di una valanga sono arrivati fino al campo base e ci hanno fatto capire che neppure qua siamo più proprio sicuri», racconta il 47enne. «Ci sono pendii - racconta il bergamasco - apparentemente innocenti sopra di noi, ma carichi di cinque metri di neve come sono, sento che possono divenire minacciosi pure loro». Scendere a piedi e lasciare il campo base «sarebbe un suicidio, perché le valanghe scendono notoriamente nel canale utilizzato per salire da Samagaon».

È così svanito il progetto iniziale, ovvero la rivisitazione moderna di due grandissime scalate del passato. Moro e Lunger volevano, infatti, ripetere la prima invernale, compiuta nel 1984 dai polacchi Maciej Berbeka e Ryszard Gajewski, nonché tentare la salita in successione delle due vette del massiccio del Manaslu, seguendo le orme del 1986 di Jerzy Kukuczka e Artur Hajzer.

È Tamara a raccontare sul suo sito gli attimi di paura, quando la valanga ha sfiorato il campo base. «Improvvisamente abbiamo sentito “bang” e nessuno dei due sapeva cosa stava succedendo. Simone è uscito con un balzo», scrive l’alpinista altoatesina. Lunger ammette di essersi spaventata. «Ora sono anch’io convinta che sarebbe meglio andarcene da qui il prima possibile». I due decidono così di chiedere via radio l’intervento di un elicottero. L’attesa non dura troppo e vicino alle tende atterra Steve Bruce Bokan, un pilota esperto di soccorso in montagna e amico di Simone. «Atterrati sani e salvi a Samagaon», posta subito dopo l’arrivo Tamara e Simone aggiunge: «Passeranno lì la notte e poi ci trasferiremo nella valle dell’Everest. L’avventura cambia leggermente forma».


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