Nutrie, c’è anche chi le protegge Una lettera contesta il Comune di Covo

Nutrie, c’è anche chi le protegge
Una lettera contesta il Comune di Covo

«Trovo altamente aberrante incivile quanto deliberato dalla vostra amministrazione di Covo decidendo di uccidere animali innocenti che di fatto sono diventati il capro espiatorio per l’incompetenza degli enti preposti alla tutela del territorio». Ecco come inizia una lettera – diffusa via email da diversi cittadini e inviata anche al Comune – sulla decisione di controllare la presenza delle nutrie sul territorio bergamasco.

«Prendere in giro i cittadini – si legge nel messaggio – dando la colpa a dei roditori quando il territorio è stato sfruttato, deturpato, rovinato e inquinato dall’uomo, è quanto di più infantile e provocatorio possa esserci». E ancora: «Distogliere l’attenzione pubblica, mentendo ai cittadini che dovrebbero sapere che la colpa per gli allagamenti e i terreni non più in grado di drenare sono delle isituzioni, colpevoli di aver rovinato e sfruttato quanto possibile».

«Deliberare e quindi legalizzare il maltrattamento animale è un reato - continua la lettera -. Permettere di impugnare un arma e sterminare vite innocenti, per non ammettere le proprie colpe, o imputando perdite economiche dell’agricoltura a questi animali è vergognoso. L’uomo ha allevato le nutrie, i famosi castorini, per anni: le ha sfruttate, torturate, uccise, fatto pellicce guadagnando sulla sofferenza di questi poveri animali ed una volta deciso che tale mattanza non fruttava quanto dovuto, sempre l’uomo ha deliberatamente deciso di liberare i capi in eccesso». Ma nel frattempo: «Su quel territorio si è costruito senza metodo ne misura, modificando in tutto e per tutto l’equilibrio esistente ma ammettere le colpe, per le amministrazioni , non è contemplato».

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