Parla l’assessore Mantovani: «Nessun ospedale sarà chiuso»

Parla l’assessore Mantovani:
«Nessun ospedale sarà chiuso»

Nei giorni scorsi 34 Comuni della Valle Brembana hanno chiesto alla Regione la sostituzione del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Treviglio Cesare Ercole e del direttore dell’ospedale di San Giovanni Bianco Stefano Zenoni, causa, secondo gli amministratori del declino in questi anni del presidio locale.

Cosa risponde la Regione? Lo abbiamo chiesto all’assessore alla Sanità Mario Mantovani. «I cittadini vanno ascoltati sempre, soprattutto quanti sono chiamati a rappresentare le proprie comunità come primi cittadini. Compito delle istituzioni superiori è però quello di fare sintesi, cercando di coniugare le esigenze territoriali con quelle che per noi sono priorità imprescindibili: la qualità e la sicurezza delle prestazioni, per garantire una reale risposta alle domande di salute della popolazione, senza dimenticare le letture di carattere tecnico ed epidemiologico che sono fondamentali per chi è chiamato al governo delle politiche sanitarie».

Ma quindi, Ercole e Zenoni, resteranno al loro posto? «Credo che la competenza per quanto concerne eventuali cambiamenti dei direttori sia della Giunta, quindi io sono convinto che farà le valutazioni del caso».

Secondo gli amministratori l’ospedale, al di là delle promesse fatte dall’Azienda, è andato incontro a un continuo depauperamento. Perché non si è salvaguardato un ospedale di confine in una territorio già altamente penalizzato? «A San Giovanni Bianco negli anni scorsi è stato assegnato un finanziamento di 1,8 milioni di euro per interventi di adeguamento alla normativa antincendio. Nel 2013 e 2014 sono state destinate all’Azienda ospedaliera somme pari a 2.800.000 euro per la messa a norma e sicurezza delle strutture e per l’acquisizione di apparecchiature sanitarie, assegnate poi in base alle priorità e alle valutazioni effettuare in piena autonomia e responsabilità dall’Azienda stessa. Occorre ricordare il percorso di cambiamento che il sistema sanitario lombardo sta affrontando, sia per le scelte di spending review che arrivano da Roma e che colpiscono in modo indistinto la buona sanità lombarda e le regioni sprecone, sia per affrontare i nuovi modelli di cura richiesti dall’aumento della popolazione con patologie croniche. Comunque, nessun ospedale sarà chiuso».


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