Terzi a Zogno: «La cava di Stabello stralciata dal piano che è allo studio»

Terzi a Zogno: «La cava di Stabello
stralciata dal piano che è allo studio»

«La Cava di Stabello che prevedeva una cava a cielo aperto proprio all’ingresso della Valbrembana, è stata stralciata dal Piano Cave allo studio della Commissione, unitamente alla possibilità della discarica di Amianto a Sedrina: questa è una notizia importante e positiva per il territorio, ed è una della prime questioni che mi è stata sottoposta dal Sindaco Ghisalberti fin dall’inizio del mio mandato».

«La Cava di Stabello che prevedeva una cava a cielo aperto proprio all’ingresso della Valbrembana, è stata stralciata dal Piano Cave allo studio della Commissione, unitamente alla possibilità della discarica di Amianto a Sedrina: questa è una notizia importante e positiva per il territorio, ed è una della prime questioni che mi è stata sottoposta dal Sindaco Ghisalberti fin dall’inizio del mio mandato».

Lo ha sottolineato l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, intervenendo alla conferenza stampa convocata in Comune a Zogno, con il Sindaco Giuliano Ghisalberti, per fare il punto sul piano cave della Provincia di Bergamo che passerà ora al vaglio del Consiglio regionale.

«Anche in questo caso le preoccupazioni del territorio sono state accolte - chiosa l’assessore - poiché ritenute fondate dal punto di vista ambientale, dai Commissari per quanto riguarda la Cava di Stabello, e dai funzionari istruttori per quanto riguarda la discarica di Amianto a Sedrina, vista anche l’eccessiva vicinanza al centro abitato».

«Devo dire - ammette l’assessore - che le preoccupazioni che ci ha espresso il Sindaco Ghisalberti ci hanno da subito portato a riflettere su quanto fosse il peso a 360 gradi della presenza di un impianto di questo tipo in un luogo strategico come quello di Zogno, all’ingresso della Valbrembana, una valle su cui Regione Lombardia intende puntare molto.

« La posizione della Regione su un’infrastruttura importante come la Variante di Zogno - prosegue Terzi - è nota da tempo, e il nostro sforzo anche per il futuro è uno sforzo convinto, crediamo che si debba investire soprattutto sulle nostre valli. Anche stamattina visitando le aziende abbiamo visto che qui la voglia di fare impresa c’è, nonostante qualche difficoltà rispetto alle pianure dal punto di vista delle infrastrutture, e dobbiamo sostenerla, perché non si possono chiedere sacrifici soltanto agli imprenditori e agli amministratori locali , ma dobbiamo dargli una mano e in questo senso ci stiamo muovendo».

È ripartito mercoledì 11 marzo dalla Val Brembana il tour delle aziende della Bergamasca organizzato dall’Assessorato all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, in collaborazione con Confindustria Bergamo, alla scoperta delle eccellenze del territorio, che nonostante la difficile congiuntura economica, hanno saputo coniugare con successo tradizione e innovazione.

La delegazione composta dall’assessore Claudia Maria Terzi, dai rappresentanti di Confindustria Bergamo e dal sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti, ha visitato in mattinata la Csm (Costruzione Macchine speciali Spa) di Zogno, azienda produttrice di macchine speciali «ad hoc» per la lavorazione di leghe leggere, alluminio, legno, marmo, vetro e materie plastiche, che vanta 520 dipendenti, la maggior parte locali, un previsionale di fratturato che per il 2015 si aggira sui 100 milioni di euro, e clienti come gli aeromobili Boeing, e le navette spaziali della Nasa.

A seguire, la titolare lombarda all’ambiente ha visitato lo stabilimento di Zogno della Minelli Group, azienda nata nel 1937, all’avanguardia mondiale nella realizzazione di articoli in legno, dai manici per pennelli e spazzole, ai calci per fucili, fino al recente settore toys e Luxury. Attualmente, il Gruppo Minelli, impiega 175 dipendenti a tempo pieno, che operano in cinque siti produttivi per un’area complessiva di oltre 60.000 metri quadri.

«Le aziende che ho visitato sono caratterizzate da un fortissimo tasso di innovazione - chiosa Terzi - e di internazionalizzazione, elementi che accomunano tutte le aziende che hanno continuato a crescere nonostante il perdurare della crisi, e che si riscontrano spesso nelle imprese del territorio bergamasco. Questo è un aspetto molto importante - prosegue l’assessore - che sta a significare che siamo cresciuti negli ultimi anni, magari in maniera silenziosa, ma il livello delle attività imprenditoriali bergamasche è veramente molto alto». «Pensare - prosegue la titolare lombarda all’Ambiente - che un prodotto ideato e realizzato ad Ambriola, località poco nota anche per un bergamasco, venga poi esportato e venduto in tutto il mondo, è qualcosa che ci riempie di orgoglio».

L’assessore regionale Terzi alla Minelli Group

L’assessore regionale Terzi alla Minelli Group

«L’altro elemento comune alle due realtà - fa notare ancora Terzi - è quello di aver fatto una scelta più di cuore che di testa, ossia rimanere in un territorio come quello della Val Brembana bellissimo ma con tutti i limiti di un territorio che non è quello della pianura, naturalmente vocato per la grande industria. A queste criticità - assicura l’assessore - Regione Lombardia sta cercando di ovviare con opere infrastrutturali come la Variante di Zogno, da noi fortemente voluta, e che spero arrivi a compimento in tempi brevi».

«L’ultimo aspetto significativo, ma non in ordine di importanza - sottolinea l’assessore - è questo modo di vedere l’industria come perfettamente integrata nel contesto di una comunità, come parte organica del territorio stesso. Questo - rileva ancora Terzi - permette di superare anche le difficoltà che potrebbero nascere dall’essere a 20 metri di distanza dal centro abitato. Se è vero che si riesce a fare impresa quando non si ha l’appoggio delle amministrazioni locali, pur con mille difficoltà - conclude l’assessore Terzi - è pur vero che se le imprese trovano come qui a Zogno, in particolare con questa amministrazione, un interlocutore che comprende l’importanza della tua presenza sul territorio, si trovano certamente agevolate e disincentivate a delocalizzare le loro attività all’estero».


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