Verdello, restaurata la Villa Giavazzi

Pareti decorate, soffitti affrescati, e finestre con vetri originali, realizzati a mano. E ancora pavimenti originali in cotto, cavati e riposati, balaustre che si rincorrono lungo le scale e un enorme spazio all’aperto con un ingresso poticato. Stiamo parlando di Villa Giavazzi, a Verdello, una residenza da poco restaurata per divenire una struttura adibita a cerimonie, feste e meeting d’azienda. A riportare agli antichi splendori la Villa, il Gruppo La Spiga di Verdellino. Gli architetti Efrem Bresciani e Franco Mazza hanno elaborato il progetto di restauro, mentre il giovane architetto Matteo Casari ha dato luce ad un luogo che da anni era abbandonato, rivestendolo di novità e design di alto livello. Circondata da un grande parco, di cui protagonisti assoluti sono gli oltre 120 alberi, la struttura è suddivisa in differenti stanze, tutte diverse per decorazione e destinazione d’uso. Innovativo, innanzitutto, il progetto realizzato per la grande sala adibita a ristorante, una stanza capace di ospitare fino a 200 persone. Separata dal cortile interno da importanti vetrate mobili, la sala presenta soluzioni di design nell’arredamento e curiose novità dal punto di vista visivo: attraverso una vetrata inserita nel pavimento, infatti, sarà possibile osservare i cuochi che, al piano inferiore impiattano le pietanze. Un’idea singolare che permetterà di mostrare agli ospiti come avviene la lavorazione del piatto, nella fase che precede la presentazione. Trasperenze verticali grazie alle vetrate delle pareti dunque, e trasparenze orizzontali grazie ad un riquadro inserito nel pavimento. Tutto è geometria, ed eleganza. Le pareti mobili del salone daranno inoltre agli invitati l’accesso diretto al cortile che sarà lastricato con opere degli artisti contemporanei bergamaschi Davide Casari e Carlo Previtali ed il milanese Giacomo Benevelli. Presenti anche alcune opere scultoree e quadri appesi alle pareti. L’arredamento presenta poltrone in stile Novecento. Al piano superiore invece è dedicato lo spazio per i congressi ed i meeting, rielaborato con discrezione per non rovinarne la storia architettonica originaria. L’elegante edificio riscopre solo ora la propria bellezza: fino a pochi anni fa era stato infatti trasformato in un’industria di tessitura, la Setex. Poi, la confraternita Giavazzi aveva messo in vendita l’immobile, acquistato successivamente dall’azienda di Verdellino, protagonista di questa ristrutturazione che rilegge la villa in chiave contemporanea. (13/10/2006)

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