Crisi climatica, i master A Venezia l’eccellenza

Crisi climatica, i master
A Venezia l’eccellenza

L’università italiana si mostra sensibile, soprattutto in alcune sue sedi, al tema dei cambiamenti climatici. Qualche esempio: Milano Bicocca, all’interno del corso di laurea in «Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio», offre un corso di studio specifico in «Cambiamenti climatici», articolato in sei moduli, che spaziano dalla «Comprensione dei meccanismi che determinano il sistema climatico ed i cambiamenti climatici» alle strategie di riduzione delle emissioni.

Il Politecnico di Torino vara quest’anno una specializzazione in «climate change», nell’ambito della laurea magistrale in Ingegneria per l’ambiente e il territorio. Per l’inizio dell’anno prossimo è annunciata la prima edizione di un master di II livello in «Climate change: adaptation and mitigation solutions». L’Alma mater di Bologna ha acceso un dottorato ne «Il Futuro della terra, cambiamenti climatici e sfide sociali».

L’Università di Parma, nel corso di laurea in «Ecologia e Conservazione della Natura», prevede un corso sui «Cambiamenti climatici globali» e offre un perfezionamento in «Cambiamento climatico». Soprattutto a Ca’ Foscari, a Venezia, è attivo da anni un dottorato in «Science and Management of Climate Change», cui si è più recentemente affiancato un «Master of Research» con la stessa intitolazione. «Il dottorato – spiega Enrica De Cian, direttrice del master e docente – dura 4 anni. Dopo il primo anno, gli studenti sono tenuti a trascorrere un periodo di ricerca presso un istituto o università straniera». Il corso coniuga «la scienza e l’economia dei cambiamenti climatici».

Tra i temi di ricerca essenziali del programma, si spazia da «Dinamica delle variazioni climatiche» a «Ocean Dynamics» e «glaciologia»; da «Valutazione degli impatti biofisici e socio-economici» ad «Analisi delle politiche nazionali e internazionali di mitigazione», fino a «Valutazione del rischio e sistemi di supporto alle decisioni per gli impatti ambientali del clima». Il corso nasce nel 2007 dalla collaborazione tra Ca’ Foscari e Fondazione Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), collaborazione che si è nel 2018 istituzionalizzata nel nuovo centro CMCC@CaFoscari, che si occupa di studiare gli impatti dei cambiamenti climatici, valutarne i rischi ed elaborare strategie di mitigazione e adattamento. Motivo: fornire un programma interdisciplinare, che mette insieme scienza del clima, chimica, matematica, economia, per far fronte ad un problema che non può essere studiato per singola disciplina.

«Il master – continua Enrica De Cian – è nato nel 2018, per offrire possibilità di carriere di alto livello dal punto di vista scientifico ma non necessariamente accademiche o di ricerca. Gli studenti di master hanno avuto la possibilità di effettuare il loro stage in enti locali come il Comune di Padova, centri di ricerca come il Cmcc, organizzazioni internazionali come Mar Fund in Guatemala. Le domande di iscrizione sono esplose negli ultimi 10 anni. Oggi quello di Ca’ Foscari è uno dei dottorati che riceve il maggior numero di domande da tutto il mondo. Gli studenti sono molto motivati».

«Dal 2007 – conclude Enrica De Cian – il dottorato ha formato 60 dottori, che hanno trovato sbocco in Italia, Europa, Usa, Sud America, Africa, Australia, Asia, in università, centri di ricerca oppure organizzazioni internazionali come World Bank. Generalmente sono interessati a lavorare nel campo della sostenibilità e vogliono acquisire una miglior conoscenza dell’argomento. Trattandosi di una questione interdisciplinare e complessa, è necessaria una formazione di alto livello dal punto di vista dei contenuti scientifici. Per questo l’idea di un “Master di Ricerca”, i cui studenti seguono gli stessi corsi degli studenti di dottorato».


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