Siddi sui new media: serve qualità
«No all'intossicazione informativa»

«I new media collegati ad un'esperienza giornalistica o che nascono con un progetto chiaro, in genere mantengono un certo profilo. Quelli che nascono pensando che basti inserire notizie fanno intossicazione informativa». Lo dice Franco Siddi, segretario nazionale dell'Fnsi.

Al termine del Congresso nazionale della Fnsi che si è svolto a Bergamo Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa italiana, sindacato unico «ed unitario» dei giornalisti, spazia a 360 gradi su realtà e prospettive della categoria. «Dovremmo essere la categoria più "dentro" la realtà e invece siamo i più difficili a cambiare - dice -. Ci sono diverse ragioni: quelle culturali legate alle abitudini e alle posizioni raggiunte con i mezzi che si conoscono meglio. Il che porta come conseguenza alla paura di essere scavalcati da chi, più giovane, nasce già multimediale. E poi si teme di venire chiamati ad operazioni supplementari non meramente giornalistiche, senza essere pagati di più».

Poi una riflessione sui new media: «Il gruppo di Repubblica è il primo che ha ripreso ad assumere dopo la crisi, perché sta espandendo l'offerta. Si è reso conto che nei new media non basta solo mettere gli articoli del giorno prima: bisogna introdurre nuove professionalità, qualità e responsabilità - continua Siddi -. I new media collegati ad un'esperienza giornalistica, o che nascono con un progetto chiaro e identitario, in genere mantengono un certo profilo. Quelli che nascono pensando che basti inserire notizie, informazioni indistinte, il vociare più che il comunicare, sono un altro paio di maniche: questa è intossicazione informativa, pessima qualità. E ci allontana dalla giusta responsabilità nel nostro lavoro».

Leggi l'intervista integrale su L'Eco di Bergamo del 14 gennaio

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