L’Alpla Milano lascia Brembate Sopra

La produzione di contenitori in plastica viene accorpata a Tortona. Accordo su mobilità volontaria per i 30 dipendenti

Scatta da martedì l’avvio della mobilità alla Alpla Milano srl di Brembate Sopra in vista del trasferimento delle attività produttive dello stabilimento bergamasco alla sede del gruppo Alpla Italia a Tortona.

Succursale operativa della divisione italiana del gruppo multinazionale austriaco specializzato nella produzione di contenitori in plastica per liquidi (bottiglie e flaconi), la società - come spiega Elisabetta Giglio della segreteria Filcem-Cgil di Bergamo - «ha deciso il trasferimento delle attività da Bergamo nella sede piemontese nell’ottica di una razionalizzazione della propria presenza sul territorio nazionale».

Di fatto, spiega ancora la sindacalista, a Brembate Sopra le attività erano effettuate in una sede in affitto: contratto che sarebbe in scadenza nei prossimi mesi. Proprio in occasione di questa scadenza (e tenuto conto che le attività produttive Alpla non occuperebbero tutta la proprietà immobiliare) l’azienda ha annunciato ai 30 lavoratori la decisione di trasferire l’attività a Tortona rendendosi disponibile, all’eventuale ricollocazione in quella sede del personale bergamasco.

Le ovvie difficoltà logistiche legate a questa scelta, hanno portato azienda e sindacato ad un confronto al quale è scaturito un accordo volto, da un lato, a creare le condizioni per un ricollocamento del personale di Brembate Sopra nel territorio bergamasco e, dall’altro, un piano di incentivi all’esodo legati all’anzianità aziendale dei lavoratori. In particolare, ricorda Giglio, «si è concordato su di un percorso legato alla mobilità volontaria legato anche ad una tempistica di fuoriuscita che farà seguito al trasferimento delle attività e degli impianti produttivi dallo stabilimento di Brembate Sopra a quello di Tortona».

Si comincerà quindi con un primo gruppo di lavoratori che «scivoleranno» nella mobilità a partire da martedì: secondo i piani annunciati entro fine maggio le attività saranno tutte trasferite in Piemonte. «Se c’è la positività di aver trovato un’intesa con l’azienda c’è, purtroppo da registrare, nel difficile panorama delle situazioni aziendali sul territorio, l’ennesimo disinvestimento industriale in Bergamasca. Un pezzo ulteriore di industria che lascia il nostro territorio lasciando i lavoratori nella difficile situazione di trovare una nuova occupazione».

(28/01/2007)

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