Venerdì 19 Dicembre 2008

Ricerca Apindustria: «Critico il rapporto imprese-banche»

Preoccupati dalla crisi economica globale che dagli ultimi mesi sta colpendo tutti i mercati e le economie internazionali, l’organismo di categoria delle piccole e medie imprese bergamasche aderente a Confapi ha realizzato un’indagine tra i propri associati per capire se l’allarme lanciato rispetto all’inasprimento dei rapporti tra imprese e banche, corrisponda a realtà. E i risultati della ricerca portano proprio in questa direzione. «La situazione sta peggiorando di giorno in giorno: le aziende stanno registrando un fermo delle attività pari in genere al 20-30%: in termine di calo di volumi prodotti, di ricavi, di ordini» spiega il presidente di Apindustria Bergamo Paolo Agnelli.L’analisi compiuta ha interessato 215 imprese (il 44,6% delle quali con un fatturato tra 1 e 5 milioni di euro) con dati di rilievo per quanto riguarda il rapporto tra le aziende e gli istituti di credito, rapporto che secondo la ricerca è peggiorato nel 58,6% dei casi. Tra le cause denunciate a farla da padrona è l’aumento dello spread sui tassi d’interesse (64,3%) e per una buona fetta (quasi 1 su 5) la riduzione degli affidamenti mentre per il 16% per l’allungamento dei tempi per la concessione di finanziamenti, sia a breve sia a medio termine.Percentuali che preoccupano Paolo Agnelli: «Se oggi è innegabile che la crisi è gravissima, domani rischia di diventare drammatica se le banche non cambiano la loro attuale politica di estrema ristrettezza nel credito».Per sostenere in questo clima di difficoltà le «Unità di crisi» a disposizione delle imprese per affrontare il momento di estrema difficoltà che sta vivendo l’economia lombarda. È questa, come ha spiegato il presidente di Apilombardia oltre che di Apindustria Bergamo, Paolo Agnelli, la risposta che il sistema Api della Lombardia ha messo in atto «per non lasciare soli i nostri imprenditori».Per far fronte a questa situazione Apindustria ha istituito 10 unità di crisi nelle nove sedi territoriali (Bergamo, Brescia, Como e Sondrio, Cremona, Lecco e Sondrio, Mantova, Milano-Lodi-Monza e Brianza, Pavia, Varese) e in quella regionale di Milano composte da un pool di esperti (sia interni alla nostra organizzazione sia esterni) a disposizione degli imprenditori per affrontare le difficoltà del momento». Tre le aree tematiche di specializzazione: l’area sindacale, per accompagnare le imprese all’accesso degli strumenti di ammortizzazione sociale; l’area finanziaria, per migliorare le possibilità di accedere al credito alle migliori condizioni e l’area legale, per affiancare i nostri imprenditori ad affrontare tutte le situazioni che potrebbero emergere in questi momenti.(19/12/2008)

fa.tinaglia

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