Domenica 17 Gennaio 2010

Capozzi in Spagna
con i sapori orobici

Ancora una volta il noto ristoratore e albergatore bergamasco Pino Capozzi, presidente onorario dei ristoratori Ascom, è stato ambasciatore della enogastronomia italiana e bergamasca in Spagna, più esattamente a Gandia, città di 80 mila abitanti nella regione di Valencia. Accompagnato dal collega Roberto Gambirasio, patron del ristorante Cadei di Villongo, Capozzi è stato protagonista di una manifestazione gastronomica che ha celebrato i 500 anni della nascita a Gandia di San Francesco Borgia (la famiglia Borgia, un cui ramo si trasferì a Roma, è originaria di Gandia e San Francesco è uno dei personaggi più noti della famiglia, prima vicerè di Catalogna e poi, fattosi sacerdote, superiore generale della Compagnia di Gesù, morto a Roma nel 1572).

Nella circostanza Capozzi ha dettato uno dei suoi piatti, “risotto al profumo di Gandia”, subito inserito nei menù dei festeggiamenti e sperimentato con successo nel ristorante Toni Galo, uno dei più noti della città, presente il sindaco Josè Manuel Orengo, che ha donato a Capozzi la medaglia ufficiale del Centenario e un quadro raffigurante il Palazzo Ducale della famiglia Borgia, una delle attrattive turistiche di Gandia. Nella circostanza, la Confraternita Internazionale del Riso, con sede a Valencia, ha nominato Capozzi (che – va ricordato - è stato anche autore di un volume sul riso) presidente della sezione italiana della Confraternita. Il presidente internazionale Ximo Saez e il segretario Salvador Perez hanno donato a Capozzi targa e artistico piatto della Confraternita da esporre nel suo ristorante di Bergamo Alta, l’Agnello d’Oro.

I rapporti tra Bergamo e Gandia sono diventati negli anni sempre più intensi grazie a Pino Capozzi che ha partecipato per 28 edizioni alla manifestazione annuale del Festival Internazionale della Fideuà. La “fideuà” è il piatto tipico della città, una paella particolare, nella quale in sostituzione del riso vengono usati degli spaghettini. Capozzi è stato invitato per 28 volte alla manifestazione a rappresentare la cucina italiana e bergamasca e si è fatto in città una vasta cerchia di amici, in particolare tra i colleghi ristoratori. In questo ritorno a Gandia per i festeggiamente in onore di San Francesco Borgia, Capozzi ha potuto incontrare vecchi amici e colleghi, come i titolari del ristorante “Da Emilio”, i fratelli Emilio e Oscar Gomez, la famiglia Aparisi titolare dell’Hotel Mavi, la famiglia Jorge del ristorante “Torres”, Toni Galo titolare dell’omonimo ristorante (uno degli emergenti a livello internazionale), il siciliano Pino Gallo titolare di un noto ristorante a Siviglia che porta il suo stesso nome.

Alla cena di gala che si è svolta nel ristorante “Toni Galo”, presenti numerosi giornalisti locali, è stato proiettato il filmato della trasferta a Bergamo dello stesso ristoratore Toni Galo che, con lo chef Karlos Escoto, aveva portato la cucina gandiense nella città orobica, a suggellare il gemellaggio gastronomico tra Bergamo e Gandia. Gemellaggio che si va estendo a livello turistico grazie ai comodi voli giornalieri che Ryanair effettua tra l’aeroporto di Orio al Serio e quello di Valencia, capoluogo di regione che si trova a 80 chilometri da Gandia. Posta sul mare Mediterraneo, Gandia è città soprattutto balneare, ma alle sue spalle le montagne non sono lontane e quindi si avvale di entrambe le opportunità naturali. In estate i suoi 80 mila abitanti abituali raddoppiano per via delle tante seconde case e gli alberghi che nella stagione balneare si riempiono. Intervistato dalla giornalista Carmen Berzosa per Radio Aranja e per il periodico “7 ½” (direttore Cesare Garcia), Pino Capozzi ha reso testimonianza della profonda amicizia che unisce Bergamo e Gandia. Insieme a Capozzi, lo chef Roberto Gambirasio ha illustrato ricette e piatti di tradizione orobica. Un invito a tutti i gandiensi a venire a Bergamo per assaggiarli.

Roberto Vitali

e.roncalli

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