Giovedì 24 Febbraio 2011

Birra bergamasca
exploit nazionale

L'interesse per la birra di qualità è radicato da tempo nella nostra provincia. “La Compagnia del luppolo” (www.lacompagniadelluppolo.org, www.birrabelga.org), con sede a Zogno, presidente Giovanni Marconi, è una delle prime associazioni italiane di appassionati birrofili ed esistono da noi alcuni dei migliori locali birrari d'Italia (“The Dome” di Nembro, “La Locanda del monaco felice” di Suisio, “L'Abbazia di Sherwood” di Caprino, il “Clock Tower” di Treviglio).

Eppure, per quanto riguarda la produzione di birra artigianale, Bergamo era, fino ad un paio d'anni fa, la cenerentola tra le province lombarde, poco rappresentata in una regione che, con 59 aziende su un totale di circa 350 in Italia, guida il fiorente movimento dei microbirrifici italiani, ormai apprezzatissimi in tutto il mondo per qualità ed originalità. «Posso però dire con soddisfazione – precisa Marconi - che anche da noi è in corso una stagione di eccezionale vitalità: negli ultimi mesi sono nati tre birrifici, che nulla hanno da invidiare ai più blasonati produttori nazionali, e so per certo che altri stanno per aprire.

La gamma delle birre proposte può ormai accontentare ogni palato. Seppure, a rigor di termini, sia solo la produzione limitata a distinguere un birrificio artigianale da uno industriale, si può dire che quasi tutti i microbirrifici si distinguono per il fatto di commercializzare birre non filtrate e non pastorizzate (che mantengono quindi tutte le componenti che contribuiscono a formare il profilo organolettico e lo arricchiscono di aromi e sapori) ed utilizzare materie prime di alta qualità, senza aggiungere conservanti ed additivi chimici.

Le birre sono pertanto più delicate ma restano vive, hanno un gusto in evoluzione come quello del vino, con sapori intensi e diversificati. Sono però il fattore umano, l'impronta personale, la passione profusa nell'obiettivo di migliorare continuamente le proprie creazioni, che rendono il prodotto artigianale meritevole di essere conosciuto prima e sostenuto poi. Chi si avvicina a questo mondo si rende conto che le consolidate idee sulla birra devono essere radicalmente riviste».

A parte il colosso Heineken che ha a Comun Nuovo il suo maggiore polo produttivo in Italia, attualmente ci sono sei microbirrifici attivi in provincia. Il più conosciuto, in quanto primo ad aprire (1999), è sicuramente il “Maivisto”, a Botta di Sedrina. Il “Birrificio Sguaraunda” (www.birrificiosguaraunda.it), secondo in ordine di tempo, è nato nel 2003 e si trova a Pagazzano. Nel 2007 ha aperto a Ponte San Pietro il birrificio “Maspy” (www.mm1989.it). “Birrificio Valcavallina” (www.birrificiovalcavallina.it) ha aperto nell'ottobre del 2009 ad Endine Gaiano (a ridosso del lago, in un vecchio filatoio recuperato di recente). A San Pellegrino Terme ha sede il “Birrificio Via Priula” (www.birrificioviapriula.it), fondato nel 2010 fa da quattro amici tra cui il birraio, Giovanni Fumagalli, farmacista (la produzione però avviene per ora Manerbio, nel Birrificio artigianale Bassa Bresciana).

Ultimo il neonato “Birrificio Endorama” (www.endorama.it) di Grassobbio, che ha iniziato la produzione nell'ottobre 2010. «Considerando che due birrifici non hanno ancora compiuto l'anno di vita – conclude Marconi – e che la produzione procede in base alla richiesta, difficile stabilire il quantitativo esatto di birra prodotta in Bergamasca. Oggi come oggi, comunque, dovremmo attestarci sui mille ettolitri annui, cifra che penso destinata ad aumentare». E proprio l'ultimo nato, il Birrificio Endorama di Grassobbio, ha fatto registrare un exploit incredibile.

A soli cinque mesi dall'inizio dell'attività, si afferma in modo brillante alla più importante manifestazione nazionale del settore, il concorso “Birra dell'anno”, organizzato da Unionbirrai a Fiera Rimini nell'ambito di “Sapore”. Presentando le sue quattro birre in altrettante categorie, gareggiando con i prodotti di altri 81 birrifici italiani, tra cui alcuni nomi celebri che già in passato hanno mietuto allori, il neonato Birrificio Endorama si è attestato al terzo posto assoluto in tre delle quattro categorie nelle quali ha gareggiato.

Nella categoria 1 (birre chiare, basso grado alcolico, ispirazione tedesca), il birrificio bergamasco ha piazzato al terzo posto assoluto la sua “Golconda”, 4,8% vol, chiara, dissetante, con una luppolatura decisa ma non invadente. Nella categoria 11 (birre chiare, basso grado alcolico, ispirazione belga), medaglia di bronzo per la bergamasca “Malombra”, 5,9% vol, leggermente speziata, prodotta con luppolo Sorachi Ace, profumata e armoniosa.

Nella categoria 7 (birre scure, basso grado alcolico, ispirazione anglosassone), terzo posto assoluto per “Milkyman”, made in Grassobbio, 4,2% vol, nera, con sentori di caffè, cioccolato e dolce morbidezza grazie all'aggiunta di lattosio. Mastro birraio, titolare, venditore e factotum del Birrificio Endorama è Simone Casiraghi, 29 anni, nato a Vimercate da madre bergamasca di Casazza e residente a Vimercate, ma ancora per poco perché sta cercando casa in Bergamasca.

Roberto Vitali

e.roncalli

© riproduzione riservata

Tags