Domenica 12 Giugno 2011

Angelica e Marta
le «donne del vino»

Anche in Bergamasca sono sempre più numerose le «donne del vino», donne che hanno scelto, per professione o per hobby, la strada dell'enologia, che si sono appassionate alla terra, ai filari di viti e all'uva che diventa vino. Donne che si impegnano forse più degli uomini per arrivare ad un prodotto che sia il migliore possibile, per usare tutte le opportunità che danno terreno, clima, attrezzature di cantina. Grazie anche a queste «donne del vino», caparbie e tenaci, l'enologia bergamasca fa continui progressi, così da essere sempre più competitiva sui mercati.

Due «donne del vino» si sono messe in evidenza nell'ultimo periodo. Parliamo di Angelica Cuni della azienda agricola Il Cipresso di Scanzorosciate e di Marta Mondonico della Tenuta La Mojole di Tagliuno di Castelli Calepio. Entrambe sono arrivate all'agricoltura e al vino da non molti anni ma hanno messo da subito, nel loro lavoro, tanta passione e tanta voglia di fare bene. Il che stanno dimostrando nei fatti.

Con il suo Valcalepio Bianco Doc Melardo, annata 2010, Angelica Cuni ha meritato un “Diploma di merito” alla 12.a Selezione nazionale Vini da Pesce che si è svolta ad Ancona nei giorni scorsi. Ancora una volta il Valcalepio Bianco Doc della azienda Il Cipresso piace e convince, come del resto gli altri vini prodotti sulle soleggiate colline di Scanzorosciate (tra cui il prezioso Moscato di Scanzo Docg Serafino, fiore all'occhiello dell'azienda). Ricordiamo che Angelica Cuni è anche attiva consigliere del Consorzio Tutela Moscato di Scanzo.

A sua volta, Marta Mondonico sta avendo un buon successo di critica e di vendite per due nuovi prodotti messi sul mercato: il Donna Marta Rosato 2010, un Merlot in purezza che dimostra quanto sia versatile questo vitigno e quanto generosa la terra bergamasca; il Donna Marta Rosso 2005, un taglio bordolese (Merlot e Cabernet Sauvignon al 50 per cento) pluripremiato anche in passato e che conferma anche con l'annata 2005 come la selezione delle uve e la cura estrema in cantina abbiano dato un rosso che non ha nulla da invidiare rispetto a parecchi Super Tuscans grandi di nome e di prezzo.

R. V.

e.roncalli

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