Domenica 06 Novembre 2011

Il vino novello
piace a Bergamo

È decisamente passata la moda del Novello, quella che negli anni Novanta vedeva - a partire dal 6 novembre, data del «déblocage», cioè della commercializzazione (rito copiato dal francese Beaujolais, che viene tradizionalmente messo in vendita in tutto il mondo il terzo giovedì di novembre) - le bottiglie del vino dell'ultima vendemmia finire sulle tavole dei ristoranti e sui banconi delle enoteche e dei bar in notevole quantità. In ogni caso, il vino Novello mantiene ancora un suo certo «appeal» tra i consumatori che restano affezionati a questo prodotto fresco e profumato. Un po' snobbato dalla ristorazione, il Novello resiste nella grande distribuzione dove le grandi case soprattutto venete e toscane coprono gran parte del mercato.

Meno bottiglie prodotte (5 milioni in tutta Italia contro i 18 milioni di 10-15 anni fa) ma più di qualità rispetto agli anni del boom: questa la tendenza. Il 60 per cento delle bottiglie proviene dal Nord Italia, e di queste il 12 per cento è diretto all'estero (soprattutto in Germania e Giappone). Il prezzo a bottiglia oscilla tra i 5 e i 10 euro.

Anche nella Bergamasca continua il calo produttivo del vino novello, attestato sulle 30-40 mila bottiglie fino a qualche anno fa, dopo aver raggiunto un picco a 50 mila negli anni Novanta. Quest'anno la produzione prevista è di 20 mila bottiglie, coperta da tre case vitivinicole locali: Tallarini di Gandosso, il Calepino di Castelli Calepio e Locatelli Caffi di Chiuduno.

Qualitativamente, invece, la produzione 2011 di Novello nella Bergamasca risulta ottima, essendo stata favorita dall'andamento positivo della vendemmia. «Intrigante e vellutato, così si presenta il vino novello bergamasco - dice Enrico Rota, presidente del Consorzio tutela Valcalepio - da sempre siamo attenti anche a questo vino che per natura, grazie al suo particolare processo di vinificazione, è fragrante e cattura l'interesse di molti palati. Morbidezza, rotondità e facilità di beva sono argomenti cari non solo al pubblico giovane e femminile, che tradizionalmente amano prodotti di questa fattura. Abbiamo vitigni che a Bergamo hanno trovato una loro naturale ambientazione, idonei ad essere vinificati anche per vini così originali».

e.roncalli

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