Mercoledì 23 Maggio 2012

Gli oli Slow Food
Due i bergamaschi

Nella Palazzo Comunale di Salò (Bs) è stata presentata al pubblico la Guida agli Oli Extravergini 2012 edita da Slow Food. Presente il responsabile regionale della Guida per la Lombardia, l'architetto-giornalista loverese Marco Antonucci, assaggiatore professionista.

All'incontro di Salò si è parlato soprattutto della olivicoltura lombarda. Nonostante la difficile annata, 17 produttori, per un totale di 24 oli, rappresentano la Lombardia nella dodicesima edizione della Guida, che si presenta interamente rinnovata sia nei contenuti che nella veste grafica. Due soltanto i produttori bergamaschi presenti nella Guida: l'azienda Il Castelletto di Alberto Lussana a Scanzorosciate e l'azienda Possimo dei fratelli Gualini a Lovere.

Un attento lavoro di selezione ha portato a includere nella Guida 716 aziende e 1004 oli. Il messaggio che la nuova Guida agli extravergini vuole portare – come si legge nel documento Slow Food - è che l'olio è un prodotto agricolo tipico di una determinata zona per le varietà autoctone coltivate, il clima, il terreno e, in ultimo, ma non per questo meno importante, per le tecniche produttive.

Nel luogo di origine si deve svolgere tutta la fase produttiva, dai lavori nell'oliveto alla bottiglia passando per la raccolta. Si devono dunque privilegiare la qualità e l'origine, le uniche armi che permettono all'olio extravergine di oliva di qualità di differenziarsi dal prodotto anonimo e omologato che domina il mercato italiano.

Veniamo alle differenze con le edizioni precedenti. Si è abbandonata la valutazione degli oli tramite l'assegnazione di una, due e tre olive (e francamente un po' dispiace, perché il “tre olive” era diventato un riconoscimento atteso di anno in anno dagli esperti e dagli stessi produttori) introducendo una nuova valutazione.

Sono definiti “Oli slow” gli extravergini di qualità assoluta capaci di emozionare per le cultivar di origine e territorio di provenienza, ottenuti con pratiche agronomiche sostenibili e dal buon rapporto qualità-prezzo inteso su base regionale. Sono invece definiti “Grandi oli” gli extravergini eccellenti per pregio organolettico, aderenza al territorio e cultivar autoctone.

La “Chiocciola” è il riconoscimento dato ad aziende olivicole che sono state particolarmente apprezzate per il modo in cui interpretano valori organolettici, territoriali e ambientali. Tutti i restanti oli presenti in guida sono buoni o molto buoni.

Roberto Vitali

e.roncalli

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