I vini di Villa Domizia tra bio e innovazione
Enrico Rota, consigliere delegato di Villa Domizia

I vini di Villa Domizia
tra bio e innovazione

Una produzione che si attesta intorno alle 80mila bottiglie annue quella di Villa Domizia, una delle più recenti «firme» apparsa nel panorama vitivinicolo bergamasco (fa parte del Gruppo Quattroerre con sede a Torre de’ Roveri).

Villa Domizia crede nel valore della tradizione senza perdere di vista le nuove tendenze. Lo dimostra la recente produzione biologica.

«Villa Domizia – afferma Enrico Rota, consigliere delegato del Gruppo - produce vini nel rispetto della tradizione ma con caratteristiche uniche e innovative, per valorizzare e promuovere la ricchezza del territorio guardando avanti. Basandosi su questo principio ha intrapreso la strada della produzione biologica. Lo scorso anno abbiamo acquisito la conduzione di 10 ettari di vigneto nel centro storico di Scanzorosciate, terra bergamasca molto vocata alla produzione vitivinicola, dove hanno preso dimora gli impianti dedicati alla produzione di 4 tipologie: Valcalepio bianco, Valcalepio rosso, Incrocio Manzoni, Incrocio Terzi».

«Villa Domizia presenta oggi - continua Rota - una gamma completa, partendo dal classico vino da servire a bicchiere anche come aperitivo (la denominazione bergamasca Igp nella versione bianco e rosso), quindi la linea classica con il Valcalepio bianco, rosso e riserva, per approdare all’ultima denominazione di origine nata a Bergamo, Terre del Colleoni, con gli inediti e rari Incrocio Manzoni e Incrocio Terzi, molto graditi dagli intenditori; infine chiudiamo la gamma con due spumanti, uno Classico e uno Millesimato».

«La produzione – conclude Enrico Rota - oggi arriva a circa 80mila bottiglie, un numero contenuto se pensiamo a una compagine nazionale o addirittura internazionale, ma importante se raffrontato con i numeri complessivi della produzione bergamasca. Il mercato locale è e rimane nel nostro cuore, ma un occhio di riguardo in questo momento va al mercato asiatico, da Singapore alla Corea, dove abbiamo cominciato a esportare».


© RIPRODUZIONE RISERVATA