L’Arlecchina compie 60 anni S. Paolo d’Argon all’insegna del gusto

L’Arlecchina compie 60 anni
S. Paolo d’Argon all’insegna del gusto

Forse è stato un errore o forse no, dacché Arlecchina esiste per davvero essendo apparsa in scena a Parigi per la prima volta nel 1695 con il suo bel vestito a toppe variopinte. Dunque il pittore Monzio Compagnoni, raffigurando un Arlecchino in gonnella, avrà preso un abbaglio come hanno sempre pensato i coniugi Pezzotta, oppure avrà manifestato una profonda conoscenza della commedia dell’arte?

Comunque sia quel suo dipinto è diventato il logo che ha accompagnato 60 anni di storia della gelateria Arlecchina di San Paolo d’Argon. Sempre nello stesso luogo, sulla Statale del Tonale, zona di intenso traffico, solo negli ultimi anni diradatosi per via della bretella che passa ora esternamente al paese. Era il 1957, Lorenzo e Luigina Pezzotta aprivano i battenti di un locale che subito ha attratto i golosi dei dintorni per via dei buoni gelati per i quali lui si era già creato altrove una buona fama. Solo quattro gusti e solo nel periodo invernale, allora era così: vaniglia, cioccolato, limone e fragola. Nel resto dell’anno l’osteria, il gioco delle carte (e forse, almeno nei primi anni anche della «mura»), più in là la caffetteria. Luogo di ritrovo del paese, con il valore aggiunto appunto dei gelati che già richiamavano bambini, donne, famiglie, insomma categorie di consumatori allora poco avvezzi a frequentare i bar.

Precursori di un’evoluzione, i Pezzotta, che avrebbe nel giro di qualche lustro portato il gelato a consumi quotidiani e non più solo stagionali. L’entrata in scena dei cinque figli, tutti rimasti legati al locale di famiglia, ha dato un grande impulso all’attività che si è avvalsa (e ancora si avvale) anche di una distribuzione porta a porta effettuata con gli «Ape del gelato», mezzi allestiti di tutto punto per garantire la perfetta tenuta del gelato in ogni condizione atmosferica.

E il gelato parte sempre dalla casa madre, dal laboratorio di San Paolo d’Argon, da anni appannaggio del maestro gelataio di famiglia, Alessio. Gli altri, Giuseppina, Mariarosa, Patrizia e Gianfranco, a spartirsi i compiti che sin da ragazzi erano stati loro affidati da mamma Luigina, rimasta vedova in giovane età. A loro si deve, una trentina di anni orsono, la prima grande ristrutturazione che ha dato al locale la configurazione da gelateria che punta le sue migliori carte sul servizio delle coppe al tavolo, fantasiosamente create accostando i 32 gusti sempre disponibili nel grande bancone refrigerato che fare invidia, questo sì visto la gamma dei colori che sfoggia, all’Arlecchino in carne ed ossa che troverebbe da ridire che la coppa più desiderata, la «supercoppa» sia stata dedicata al suo alter ego in gonnella.

Il carnet di coppe è ricco di una cinquantina di proposte, cui si affiancano i drink (anche di gelato), i frullati, gli yogurt variamente conditi. E per non farsi mancare nulla ad ogni ora del giorno anche gli snack e le preparazioni salate per la pausa pranzo e gli aperitivi serali per i quali l’Arlecchina è doventato un punto di riferimento per la gioventù dei dintorni. Ma il «core business», il punto di forza dell’offerta rimane oggi come allora il gelato prodotto nel laboratorio posto sul retro del locale con materie prime selezionate e laddove prevista con frutta fresca di stagione. È così da sessanta anni e sarà con ogni probabilità ancora così per molto tempo ancora dacché è entrata in scena la terza generazione.

Una task force composta da una dozzina di persone costantemente impegnate nella gestione di un luogo che è più di una gelateria, un punto di aggregazione attorno ad una grande famiglia rimasta unita nel lavoro, paragonabile forse solo ai Cerea di Vittorio per consistenza numerica e condivisione d’intenti. L’ultima impresa raggiunta congiuntamente è di pochi giorni fa: la ricorrenza del 60° di attività è stata infatti festeggiata con il rinnovo completo dell’ambientazione, ora più in linea con il gusto contemporaneo. La Gelateria Arlecchina è in via Nazionale 56 a San Paolo d’Argon; tel.035.958070; apertura dalle 7 alle 24; chiuso lunedì.

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