Rivive il Franconia con Bertoli e Falconi

Rivive il Franconia
con Bertoli e Falconi

Il Franconia in purezza è il nuovo vino rosso che la Cantina Angelo Bertoli di Castelli Calepio ha presentato nel corso di una serata alla Trattoria Falconi di Ponteranica. È stato abbinato al guanciale di Chianina stufato a bassa temperatura, servito con patate e polenta. Un abbinamento perfetto, come ha confermato il sommelier Renato Rovetta, che ha organizzato la serata insieme ai fratelli Giorgio e Marco Falconi.

Il Franconia è un vitigno a bacca rossa, di origine tedesca e austriaca, poco diffuso in Italia. In Bergamasca sono pochissimi i viticoltori che lo mantengono. Nella provincia di Bergamo viene citato a partire dal 1929 e si diffonde grazie alla sua resistenza alle malattie e al freddo invernale. Si è ben sviluppato nei decenni seguenti, tanto da assumere localmente il nome di Imberghem, pur non essendo un vitigno autoctono. Il Franconia di Bertoli (annata 2014, solo 660 bottiglie prodotte) è piaciuto per il suo sentore di viola, fragola e frutti rossi in genere. Ha avuto una giusta permanenza nel legno di tonneau e al gusto è risultato pieno, convincente, persistente. La proprietà vitata dell’azienda Bertoli è di soli cinque ettari ma valorizzati al massimo.

Da sin. Angelo Bertoli, Marco Falconi e Renato Rovetta.

Da sin. Angelo Bertoli, Marco Falconi e Renato Rovetta.

Un totale di 18-20 mila bottiglie l’anno che non escono dalla Lombardia ma sono apprezzate in ristoranti, agriturismo, enoteche, nonché da tanti privati che arrivano direttamente in cantina per gli acquisti. L’azienda agricola Bertoli Angelo di Castelli Calepio è puramente vinicola, nel senso che la famiglia Bertoli vive del reddito che danno i cinque ettari di vigna tutti accorpati in buona posizione attorno alla casa colonica. Se ci sono riusciti sino ad ora (l’imbottigliamento ha avuto inizio nel 2005) vuol dire che il vino viene tutto venduto a un prezzo che alla fine è giustamente remunerativo per chi lavora con tanta passione e impegno. Infatti, i vini firmati da Bertoli, anche se non possono definirsi biologici, segnano un indice di solforosa che è sotto i 70 milligrammi per litro, grazie allo scarso impiego di fitofarmaci in vigna.

Il guanciale di Chianina stufato abbinato al Franconia di Bertoli.

Il guanciale di Chianina stufato abbinato al Franconia di Bertoli.

La produzione maggiore – può meravigliare ma è così – è data dallo spumante metodo classico: 5.500 bottiglie tra Brut (Chardonnay in purezza) e Rosé (90% Merlot e 10% Chardonnay). Seguono le 3.500 bottiglie del pluripremiato Montecroce Valcalepio Rosso Doc, anche nella versione Riserva. Completano la gamma lo Chardonnay, il Merlot, il Cabernet ed ora il Franconia, tutti in purezza.Nella serata alla Trattoria Falconi, con i piatti scelti dallo chef Giorgio (la sua cucina è bergamasco-toscana, con carni ben scelte e ben cucinate), sono stati abbinati altri tre vini di Bertoli: il Brut e il Rosé Metodo Classico (sorprendenti…) e il Cabernet Igp Bergamasca.Marco Falconi, sommelier professionista e delegato per la provincia bergamasca dell’Adid (Associazione degustatori distillati), ha dato le prime indicazioni per una serie di incontri «Parlando di distillato in trattoria»: in ogni incontro, due grappe verranno degustate e comparate con altri due distillati non italiani. Costo di partecipazione solo 15 euro, gratis per gli associati all’Adid. Info 349.4131424 – 035.573336.


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