Giovedì 20 Giugno 2013

Risparmiare l'un per cento?
Più facile aumentare l'Iva

di Giorgio Gandola

Serve l'uno per cento di risparmio, vi sembra troppo? Per ammortizzare l'abolizione dell'Imu sulla prima casa e annullare l'aumento dell'Iva il governo deve recuperare otto miliardi. Poiché le tasche degli italiani sono vuote e la pazienza è finita, è normale che l'esecutivo guardi (finalmente) alla spesa pubblica. Ebbene, questa è di 800 miliardi. Quindi serve l'uno per cento di risparmio.

E la frase pronunciata due giorni fa da Berlusconi non è poi così fuori luogo: «Possibile non essere capaci di limare l'uno per cento?». Una volta aggiunto che neppure lui è stato capace nel suo Ventennio breve al potere e neppure ci ha provato, distratto com'era dai processi e dalle cene eleganti, bisogna dire che il rilievo è fattuale.

Non c'è italiano in questi anni che non abbia limato qualcosa, se non tanto. Altro che l'uno per cento, molti cittadini sono stati costretti a rivedere budget e parametri di vita, a ridimensionare i sogni, a fare i conti con la sofferenza. Il Parlamento no. Più facile aumentare l'Iva, percorrere ancora ha volta la strada più banale, come quella sulla quale s'era incamminato Monti nell'autunno 2012 e che gli costò il giudizio storico «nè carne, nè pesce». Tutti stanno risparmiando. Famiglie, artigiani, aziende.

Anche noi che navighiamo dentro il mar dei Sargassi dell'editoria sappiamo cosa significa la spending review. Il governo no, non riesce a limare l'uno per cento e aumenta l'Iva. In più spera che il Paese riparta, che «arda la fiammella». Sì, per accendere un cero.

a.ceresoli

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