Lunedì 01 Luglio 2013

Ma Lampedusa dov'è finita?
Silenzio sugli sbarchi in massa

Se non c'è una campagna elettorale in vista, Lampedusa scompare dalle cronache e dalle priorità della politica e torna ad essere l'isola meta del turismo balneare. Per fortuna, verrebbe da dire. Se non fosse che quel pugno di terra nel Mediterraneo continua ad essere meta di sbarchi dei disperati in fuga dall'Africa.

Proprio sabato, in occasione della visita del ministro dell'Interno Angelino Alfano, è emerso un dato che dovrebbe squarciare il silenzio: sono 7.913 i migranti sbarcati nei primi 6 mesi dell'anno sulle coste italiane, quasi il doppio rispetto ai 4.019 arrivati nello stesso periodo del 2012. La gran parte degli sbarchi è avvenuto proprio a Lampedusa: 3.648 persone, contro le 1.021 approdate sull'isola siciliana lo scorso anno.

Questi numeri suggerirebbero una serie di riflessioni su quanto accade nell'altra sponda del Mediterraneo e nello stesso mare, dove i migranti continuano a morire proprio mentre cercano miglior fortuna (secondo calcoli approssimativi dal 1988 lungo le frontiere dell'Europa hanno perso la vita almeno 18.673 persone in fuga dalla loro terra in seguito a conflitti, persecuzioni o motivi economici). Ma il tema non gode di grande consenso pubblico e la politica e i media seguono soprattutto il consenso immediato. Certi argomenti non bucano, si sa. Altrimenti non dovrebbe essere tollerato quello che accade su un altro fronte: nelle carceri italiane ci sono 20 mila detenuti in più rispetto ai posti letto disponibili. Non sono numeri, sono persone.

Andrea Valesini

e.roncalli

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