Quei soldi sono dovuti
di Giorgio Gandola
Alla fine qualcuno al ministero chiederà anche d'essere ringraziato. Ci riferiamo allo strombazzato rimborso dell'Iva da parte del governo: «Crediti Iva, sbloccati altri 500 milioni», «Mettiamo a disposizione delle imprese mezzo miliardo per respirare»...
Insomma da contribuenti italiani che si erano limitati a osservare la legge e che avevano contratto quel credito acquistando prodotti ad aliquota Iva ordinaria, ma vendendo ad aliquota ridotta. Il ministro Saccomanni è convinto che la recessione sia finita, beato lui. Nel frattempo siamo alla propaganda pura, costretti a inneggiare con boati da stadio ogniqualvolta il debitore numero uno (lo Stato) restituisce parte del debito. Nei paesi più avanzati sembra dettaglio del tutto naturale e implicito che l'apparato pubblico debitore restituisca i denari secondo le norme, quelle stesse norme che costringono il privato ad affrettarsi a regolare i suoi conti, pena sanzioni durissime. L'Urlo non finisce qui, perchè qualche mese fa è stato proprio lo Stato (per congelare l'Imu sulla prima casa e l'aumento dell'Iva) a chiedere alle imprese il 110 per cento di anticipo sulle imposte. E tutto questo nel periodo più nero della crisi. Che facciamo, organizziamo una festa mobile?
Giorgio Gandola
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