Giovedì 05 Settembre 2013

Amicizie interessate

Da qualche giorno la piccola di 3 anni gira per casa con una valigetta, fingendo di dover partire per non si sa quale avventura. Il grande, 5 anni e mezzo, è in fibrillazione per il primo giorno di scuola con tanto di dilemma sulla merendina: pangocciolo o pan di stelle? Scelta poco indicata: si ritroverà in mezzo a bambini con crostatine appena sfornate, biscotti bio o frutta fresca. Al momento credo che il mio frigorifero non contenga nulla di adatto ed è una settimana che rimando la spesa dal fruttivendolo: tanto con il caldo marcisce tutto.

Ma il vero problema è un altro: come li si incastra i ragazzini a scuola? Considerando che non ho mai desiderato così tanto di vedere mia suocera come in questi giorni (al mare sempre nei momenti sbagliati) e che la babysitter è perennemente in vacanza, l'inizio della scuola è un inferno. Altro che liberazione. La piccola ha l'inserimento di due ore alla volta e con l'obbligo della presenza di un adulto fino che non si ambienta, lo scolaretto inizia ma solo mezza giornata. Entrambi senza pranzo. Dunque: o ci si mette in ferie o si lavora di notte, e comunque fino a fine mese l'orario pieno è un miraggio.

Due quindi le cose da fare: lavaggio del cervello alla piccola affinché sia arciconvinta che quella scuola è proprio quello che fa per lei (la valigetta per casa è un ottimo segnale) e relazioni assolutamente interessate verso la mamma più disponibile della classe. Facile individuarla: sorride, anche quando le maestre non la guardano, ha la piega perfetta e arriva col corredino ricamato in vacanza. Lei è la nuova amica, i nostri figli diventeranno la sua prima missione scolastica. Perché non approfittarne?

Fabiana Tinaglia

fa.tinaglia

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