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Le soft skill crescono in buoni spazi

L’organizzazione degli spazi aziendali può favorire oppure ostacolare la quantità e la qualità delle relazioni e, di conseguenza, la qualità del lavoro.
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Mea culpa di Juncker
e la prova italiana

di Andrea Ferrari
Mea culpa di Juncker e la prova italiana

Non è difficile credere all’autorevole sondaggista che, intervistata in tv, dice: «Il mea culpa di Juncker fomenta il clima di tensione». Non è difficile, perché ai più sono sembrate tardive e anche un po’ ipocrite le parole con cui il presidente della Commissione europea ha fatto autocritica sulla linea di austerità inflessibile che l’Europa tenne nei confronti della Grecia, «salvata» dalla Troika a prezzo di un impoverimento che ancora oggi fa scandalo, con troppa gente che non può permettersi nemmeno le medicine per curarsi.

L’allarme jihad
in Africa ci riguarda

di Andrea Valesini
L’allarme jihad in Africa ci riguarda

Quando il 20 novembre scorso a Chakama, un villaggio nel Sud del Kenya, venne rapita Silvia Romano, volontaria milanese di 23 anni impegnata in progetti per l’infanzia con l’Associazione Milele, non mancarono in Italia commenti cattivi e stupidi, riassumibili nell’abusata espresssione «se l’è cercata». Invece il sequestro era il segnale di un’inquietante escalation del terrorismo di matrice islamista che opera in diversi Paesi dell’Africa centrale e mediterranea: Nigeria, Niger, Ciad, Mali, Repubblica centrafricana, Sudan, Kenya, Somalia, Libia ed Egitto, con sconfinamenti nel poverissimo Burkina Faso e in Camerun.

Dietro l’angolo la Juve
Attenzione a Cagliari

di Andrea Benigni
Dietro l’angolo la Juve Attenzione a Cagliari

Gasperini non ha dubbi: «Fosse per me preferirei arrivare in Europa attraverso la Coppa Italia, perché vorrebbe dire vincere una manifestazione così importante». Il tecnico presenta così un’Atalanta dichiaratamente motivata per la trasferta di Cagliari, ottavo di finale di Coppa Italia che oggi alla squadra vincente regalerà la sfida alla Juventus nei quarti.

«Da Parre a Tenerife
la mia vita in libertà»

di Michela Gaiti
«Da Parre a Tenerife la mia vita in libertà»

Doveva essere una semplice esperienza da animatrice turistica per apprendere meglio la lingua inglese, ma dal 2015 Francesca Brasi, 28enne originaria di Parre, vive all’estero, nella soleggiata Tenerife. Complice anche l’amore, trovato proprio lì poco dopo il suo arrivo sull’isola. La giovane, che vanta nel curriculum un diploma da geometra e una laurea triennale da Interior design, svolge attualmente una professione lontana dalla sua formazione, e lavora come assistente turistica presso il tour operator Alpitour.

Gli auguri anonimi
dell’era dei «social»

di Diego Colombo
Gli auguri anonimi dell’era dei «social»

«Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura». Così Leopardi nel «Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere», che tutti abbiamo studiato a scuola. Non potrebbe esserci incipit migliore per l’anno nuovo. Il venditore ambulante di almanacchi confida in un anno nuovo felice. Il «passeggere», il viandante, disilluso, sa che la felicità non è di questo mondo, anche se è un’evidenza inaccettabile per la mentalità comune, che continua a festeggiare il passaggio da un anno all’altro come se fosse portatore di chissà quali novità prodigiose.