Morta Guadalupe, mamma di due figlie
Sos per il castello di San Vigilio
«Rischio crolli, il tempo stringe»
Cade in moto, schianto a Soncino
Muore imbianchino di Calcio
Risonanza magnetica dinamica
L'innovazione parte da Bergamo
Inizia male la settimana dei pendolari
Cancellazioni, treni stracolmi da Bergamo
Filago, grave infortunio sul lavoro
Operaio in codice rosso in ospedale
Trapianti, quattro vite salvate in 72 ore
all’ospedale Papa Giovanni
Grande cuore dei volontari bergamaschi
«In Veneto per aiutare la popolazione»
Ustionato nel rogo a Suisio,
80enne muore dopo due settimane
aveva riportato ustioni alle gambe a causa di un rogo accidentale.
Brucia deposito di rifiuti a Calcinate
Quattro ore per spegnere le fiamme
Atalanta, la zampata di Zapata
Bologna battuto, balzo in classifica
Bologna-Atalanta 1-2 - La cronaca
Finalmente si sblocca Zapata
Dalmine, auto contro un palo all’alba
Muore una 44enne, in fin di vita un 45enne
Meteo, ancora pioggia e maltempo
Tregua per l’estate di San Martino
Lutto in redazione a L’Eco di Bergamo
Si è spento Privato, papà di Emanuele Roncalli
Bologna-Atalanta, scatta il pagellone
Via libera a voti e commenti
Le Poste, la strada e la piazza
Ricordi di guerra
impegno di pace
di Gianni Carzaniga
Quattro novembre, anni ’50. Sono un ragazzino delle elementari e so che è vacanza. So anche che si tratta di una vacanza diversa dai due giorni precedenti, quelli dei Santi e dei Morti, legati alla Messa e alla visita al cimitero. So che non è un giorno vuoto, una vacanza ponte. So che è una festa particolare, la chiamano «ricordo della vittoria». Soprattutto so che è una festa condivisa, da vivere camminando con il papà verso il centro della città, fra cortei, bandiere tricolore e suoni di trombe. A scuola mi hanno spiegato il perché. Il maestro è stato combattente al fronte, e, a guerra finita ha avuto come prima sede d’insegnamento un piccolo paese dell’Istria appena diventata italiana. Ma non c’è bisogno di quella spiegazione. Mio padre mi ha già detto che il suo fratello, maggiore di lui di 10 anni, è stato al fronte, lo zio Mario.
Miraggio crescita
Spettro recessione
di Beppe Facchetti
Se la Spagna cresce nell’ultimo trimestre dello 0,6, e l’Italia è a zero, piatta, anzi flat, come direbbe Salvini, ultima in tutta Europa, ci sarà pure qualche motivo di preoccupazione, o almeno di riflessione? Non è ancora recessione, ma poco ci manca, tanto più che altri indicatori danno la stessa sentenza, ultimo il minimo segnato dalla manifattura della piccola impresa, subito dopo gli inquietanti stop di settori grandi, come l’automobile. E la disoccupazione torna a doppia cifra, con decrementi dei contratti stabili che sembrano l’avveramento della profezia sugli effetti del decreto Dignità. Per completare il quadro, rallenta anche la spinta dell’export, che è quello che ci ha tenuto a galla e poi rilanciato verso l’uscita del lungo tunnel. Solo le odiate banche passano il test, un beffardo contrappasso...
Paolo, da Leffe
ingegnere a Berlino
di Michela Gaiti
Paolo Capponi, 24 anni e laurea nella capitale tedesca. I primi passi all’Isis Romero e nella banda del paese. Con il fratello sul red carpet della Mostra di Venezia. Fare la valigia, e lasciare tutto per inseguire una grande passione: la musica. È la storia di Paolo Capponi, 24enne di Leffe, che da tre anni vive stabilmente in Germania, a Berlino, dove ha appena ottenuto la laurea in Ingegneria del suono. «A 20 anni, dopo aver terminato gli studi superiori all’Isis Oscar Arnulfo Romero di Albino, a seguito di più o meno tristi esperienze lavorative nella decadente industria tessile bergamasca – racconta il giovane ingegnere – ho deciso di cercare altri orizzonti, lasciare la casa nativa per trasferirmi a Bologna.
Ronaldo, Ilicic
e la semplicità del calcio
di Andrea Benigni
Il calcio è una cosa semplice, non serve complicarlo con troppi tatticismi. Il gol di Ronaldo è la prodezza di un calciatore straordinario, un gesto da far vedere ai bambini. Perché i bambini hanno bisogno di meno teoria e più pratica. Hanno bisogno di esempi come questo». L’osservazione di Massimiliano Allegri nel dopo-partita di Empoli – 2-1 per la Juve in rimonta con doppietta del portoghese, il primo gol su rigore, il secondo una fucilata dalla distanza (a scendere, tipo «maledetta» di Pirlo), infilatasi all’incrocio dei pali – riporta in primo piano la poesia del calcio, il gesto tecnico, che è la prima vera ragione per cui amiamo questo sport (ma il discorso vale per quasi tutte le discipline).
Bergamo l’altra Venezia
Festeggiamo i seicento anni
di Diego Colombo
«Terra che ’l Serio bagna e ’l Brembo inonda» scriveva Torquato Tasso nel sonetto dedicato alla terra natale del padre Bernardo. La provincia di Bergamo conta oltre un milione e centomila abitanti. L’ottava italiana per popolazione e la terza, dopo Torino e Cuneo, per numero di Comuni: ben 243. Custodisce due siti Unesco: l’anno scorso le Mura venete si sono aggiunte al villaggio operaio di Crespi d’Adda, nell’elenco fin dal 1995 per preservarne l’eccezionale stato di conservazione.

