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Piccole imprese, aiuti
per ripartire insieme

di Laura Arnoldi
Piccole imprese, aiuti per ripartire insieme

Il sostegno alle realtà ancora strette nella morsa della crisi causa Covid. Gomes (Alex Servizi): «L’auspicio è avere un riscontro positivo come quello con le famiglie».

Caso bonus
Paga il Parlamento

di Andrea Ferrari
Caso bonus Paga il Parlamento

Il più lesto a cavarsi d’impaccio è stato il governatore del Veneto Luca Zaia, sicuro vincitore delle prossime elezioni regionali, che ha immediatamente escluso dalla sua lista tre consiglieri regionali che avevano chiesto e ottenuto il bonus per i lavoratori autonomi. Zaia non ci ha pensato due volte, non ha traccheggiato, non si è imbarazzato: si è disfatto dei tre, incurante delle loro proteste e rassicurazioni sull’uso «benefico» dei soldi ricevuti dallo Stato. Diverso l’atteggiamento di Matteo Salvini che, avendo imposto solo il silenzio stampa ai sospettati leghisti (almeno tre su cinque, dicono), si prepara all’ennesima battaglia difensiva e prova a reagire accusando l’Inps di aver provocato una fuga di notizie utile politicamente.

Stato di diritto
Un baluardo

di Beppe Facchetti
Stato di diritto Un baluardo

Nelle pieghe del documento che ha varato i miliardi del Recovery Fund, c’è una ambiguità da risolvere, riguardante il rispetto dei fondamenti dello Stato di diritto. Il principio è stato ribadito per il futuro e non applicato nell’immediato, per non compromettere l’accordo che era in gioco. Ma la questione è cruciale per due Paesi in particolare: la Polonia (che però nelle recenti presidenziali ha segnato una quasi vittoria del candidato liberale) e l’Ungheria, che ha profittato dell’emergenza sanitaria per stringere ancora di più i limiti della libertà di stampa e allargare la durata al potere di Orban.

Chiara dietro le quinte
di «Homeland»

di Chiara Zonca
Chiara dietro le quinte di «Homeland»

Chiara Ferrara ha 33 anni e si occupa della logistica delle grandi produzioni cinematografiche americane. Vive tra Londra e Los Angeles: gli studi alla Ucla. C’era una volta una ragazza che sognava di sfondare nel mondo del cinema. Non come attrice protagonista, piuttosto come «tuttofare» che sta dietro le quinte e riesce a farle funzionare così bene da tenere tutti incollati allo schermo. Chiara Ferrara, 33 anni di cui 18 vissuti a Bergamo e i restanti da «homeless» come ama definirsi, ne ha fatta di strada dal quel «no» secco ricevuto dalla sua famiglia di fronte a una borsa di studio per studiare cinema a Los Angeles.