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Liberalizzare i vaccini
per vincere la pandemia
Merkel pensa al suo cortile

di Alberto Krali
Liberalizzare i vaccini per vincere la pandemia Merkel pensa al suo cortile

L’ amministrazione Biden intende liberalizzare i vaccini anti Covid 19. Per l’industria farmaceutica il vaccino è diventato una miniera d’oro. Nei primi tre mesi dell’anno sono 26 i miliardi di dollari entrati nelle casse di Pfizer, il che corrisponde ad un aumento del fatturato del 45%. Moderna ha un valore di Borsa di 57,8 miliardi di euro. Per intenderci come Bayer, la multinazionale dell’aspirina. Con questa differenza: nel 2019 era una piccola azienda nota solo agli addetti e il suo fatturato non andava oltre i 60 milioni di dollari. Sono questi numeri che rendono le intenzioni di Biden terrificanti per la grande industria farmaceutica. E tuttavia vi è un grido di dolore che viene dal profondo e che possiamo anche quantificare. I vaccinati al mondo sono un miliardo e 160 milioni il che corrisponde a 16 dosi su 100 abitanti.

Grandi banche
e vasi di coccio

Grandi banche e vasi di coccio

Senza la presenza del pubblico, come da regole Covid, con i notai a rappresentare masse di soci, a fine aprile hanno avuto luogo alcune assemblee bancarie il cui esito merita riflessioni di prospettiva. Prendiamo due casi diversi, per certi aspetti opposti: l’assemblea di Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana, e quelle delle piccole Casse rurali, divise a Bergamo in sei compartimenti distinti. Fanno tutte lo stesso mestiere, hanno tutte il dovere di essere imprese, e lo sanno fare, ma nella diversità dimensionale dovrebbero stare differenze comportamentali e di relazione con il mercato, unico a giudicare davvero.

«Dall’Erasmus con l’Unibg la mia vita all’estero fino all’Australia»

di Michela Gaiti
«Dall’Erasmus con l’Unibg la mia vita all’estero fino all’Australia»

«La curiosità di esplorare il mondo mi ha spinto a essere dove sono oggi». Si racconta così Federico Triolo, 31enne originario di Rovetta, che sin dai tempi dell’università ha iniziato a viaggiare e ora, dal 2017, vive oltreoceano, in Australia.«Il mio percorso di studi – racconta – rispecchia una curiosità per l’oltre confine. Infatti, credo che uno dei modi più profondi che abbiamo per conoscerci sia quello di misurarci in diversi ambienti, l’estero uno è di questi. Ho frequentato la triennale di Economia e commercio all’Università degli studi di Bergamo. Durante quel periodo volevo imparare l’inglese e vivere all’estero. Fortunatamente sono riuscito a ottenere una borsa di studio Erasmus per Cipro: un’esperienza che mi ha profondamente cambiato e aperto gli occhi verso nuovi orizzonti. Da lì, l’idea di fare un master all’estero, in un Paese dove il livello di studi è alto, dove si potesse parlare inglese e le tasse universitarie fossero basse. Danimarca è stata la scelta e ho studiato Marketing, Globalization, and Culture. Da lì ho ottenuto una borsa di studio per un semestre di scambio a Seoul, in Corea, prima di rientrare in Danimarca per terminare gli studi».