Venerdì 20 Settembre 2013

Era già tutto scritto

Giorgio Gandola
Quel signore è un mago. È l'anonimo medico che ha azzeccato i nomi dei vincitori del concorso per l'accesso alla scuola di specializzazione alla Cardiologìa del policlinico Umberto I, l'ospedale legato all'università La Sapienza.

Ha centrato i primi sei con la precisione di un arciere da olimpiade. E li ha centrati con un paio di mesi di anticipo, spedendo al quotidiano La Repubblica una mail nella quale anticipava: «Sappiamo chi entrerà». La mail indicava anche coloro che sarebbero rimasti fuori e sottolineava l'importanza del fulcro attorno al quale ruotava il concorso, il professor Francesco Fedele, direttore di cardiologia 1.

Preciso come un notaio, colui che si firmava «un medico deluso» ha messo ancora una volta il dito nella piaga di certi concorsi universitari, dominati dalle baronie e dalle clientele. La Sapienza è uno degli atenei più grandi d'Europa e il suo rettore, Luigi Frati, è noto anche per essere il papà di Giacomo Frati, diventato ordinario di cardiochirurgia del policlinico a 35 anni.

La vicenda del concorso con i vincitori già scritti sta facendo scalpore e ad aumentare l'indignazione di tutti coloro che hanno intercettato la notizia (soprattutto sul web) si aggiunge un dettaglio: al sesto posto utile è entrato uno studente di 27 anni che negli ultimi tre, fra gli altri crediti, ha avuto quello di aver accompagnato in auto il professor Fedele ai convegni e - così viene scritto - anche a fare spese. Non c'è che dire: il diritto allo studio ha curve imprevedibili.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata

Tags