Lunedì 23 Settembre 2013

Il partito dilaniato

Non bisogna farsi ingannare dall'apparente caos che regna dentro il Pd (acronimo di Partito Diviso, o di Partito Dilaniato, fate voi). In realtà dietro il surreale rebus a ostacoli dei regolamenti, in mezzo al campo di Agramante di bersaniani, civatiani, veltroniani, bindiani, giovani turchi, franceschiniani etc. sono rimasti due soli contendenti, l'un contro l'altro armati: Enrico Letta e Matteo Renzi.

Se il primo da Palazzo Chigi vorrebbe prenotare anche la segreteria, il secondo mira alla segreteria per entrare a Palazzo Chigi. L'altro ieri all'Assemblea nazionale il sindaco di Firenze ha guadagnato terreno portando a casa regole non ostili, l'automatismo che lega il premierato alla carica di segretario e soprattutto la data delle primarie: l'8 dicembre. Da veri democristiani, giocano tutto sul tempo.

Letta, supremo temporeggiatore, cerca di guadagnarne il più possibile, non solo per continuare a governare ma per agganciare la ripresa e sfruttare poi i risultati del suo governo ai fini elettorali e di segreteria. Renzi, se potesse, farebbe girare le lancette dell'orologio a velocità supersonica, forte dei sondaggi che gli mettono in mano tutto il Partito Democratico. Ma se l'8 dicembre, alle primarie, Renzi vince? C'è chi dice che a Letta non resterebbe altro da fare che fondare un nuovo partito, come a suo tempo Monti. Potrebbe chiamarlo il Partito del Fare. Oppure ? perché no? ? ne potrebbe prendere uno di seconda mano. Ce n'è uno disponibile sul mercato: si chiama Pdl.

Francesco Anfossi

fa.tinaglia

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