Il nome della Nutella
di Fabiana Tinaglia
Un tempo il nome si scriveva sulle magliette dei bambini. In vacanza sulla Riviera romagnola, te lo stiravano in pochi minuti, appiccicandolo vicino a colorati robot e pony alati. Ora il nome finisce tatuato, sulle lattine della Coca-Cola. E pure sul barattolo della Nutella.
L'ultima trovata in marketing e merchandising ha già fatto il giro dell'Europa, tra Belgio e Spagna, e ora arriva in Italia. Mentre Coca Cola ci sta facendo bere in compagnia di Laura e Anna, ma anche di un amico, della felicità, della mamma e del papà, Nutella la racconta diversamente: da ottobre espositori ad hoc permetteranno di scegliere un'etichetta adesiva col proprio nome, offrendo anche etichette dedicate, tra amori, familiari e amici vari. Il tutto per personalizzare, coinvolgere, condividere. Fare rete, in tutti i sensi, passando dai social network che stanno cambiando la vita sociale, le abitudini culturali e, a quanto pare, quelle alimentari.
Basta il passaparola, uno scatto in Istangram, un like in Facebook. Ma a pensarci bene nessuno ha inventato nulla di nuovo: nei mercatini vintage si scovano ancora, magari sbeccate, le tazze anni Sessanta di Ovomaltina, arancioni e bianche, con in bella vista i nomi più popolari del tempo. Sempre personalizzazione è, cambiano solo i network, virtuali e senza confini. Restano i nomi. E anche la crema di nocciole più famosa al mondo si adegua.
Fabiana Tinaglia
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