Se Alitalia vola basso
E ogni giorno perde 2 milioni

di Giorgio Gandola
E' dai tempi di Modugno che non si abusava così apertamente del verbo volare. Abbiamo in mente l'Alitalia, il suo eterno incedere da azienda decotta e il destino di linea periferica di Air France.

Se Alitalia vola basso E ogni giorno perde 2 milioni
di Giorgio Gandola

E'dai tempi di Modugno che non si abusava così apertamente del verbo volare. Abbiamo in mente l'Alitalia, il suo eterno incedere da azienda decotta e il destino di linea periferica di Air France. Negli ultimi sei mesi la compagnia di bandiera, salvata con le trombe bipartisan dei politici (Prodi e Berlusconi) nel 2008, ha perso 360 milioni di euro, vale a dire 2 milioni al giorno.

Dall'anno del salvataggio la new company ha perso cinque miliardi, inghiottiti dentro il buco nero dei costi di gestione. Nessun risparmio, nessuna economia di scala, solo chiacchiere. E questo sarebbe volare? Non può volare un elefante. Air France la voleva acquistare allora e continua a volerla acquistare oggi.

Tutti hanno perso cinque anni e una montagna di denaro. Per questo, quando sentiamo la fanfara che intona di nuovo l'inno di Mameli e che addirittura vorrebbe assommare treni e aerei (con l'accorpamento di Alitalia e Trenitalia) ci corre un brivido nella schiena. Senza un piano industriale e la previsione di notevoli sacrifici si va dritti verso il muro. Ancora una volta.

L'arrivo di Air France avrebbe qualche conseguenza non piccola, è bene saperlo. Anche perché uno shuttle Alitalia che porta i passeggeri direttamente da Linate a Parigi ogni ora diventerebbe letale per Malpensa. Ma tant'è, la politica aeroportuale non può essere lasciata in mano a chi perde due milioni al giorno. E neppure a una politica che, per tradizione, vola basso.

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