Sabato 12 Ottobre 2013

Se Alitalia vola basso (2)

Caro direttore, tutto quello che si dice su Alitalia è - purtroppo - vero ed ineccepibile. E tuttavia, il salvataggio della «italianità» della compagnia di bandiera, che avrebbe dovuto portare con sé anche il salvataggio della «padanità» di Malpensa, non fu scelta bipartisan (Prodi puntava infatti su Air France), ma di quello che - forse anche grazie a questa scelta, ai «capitani coraggiosi» - avrebbe vinto le elezioni del 2008. E dunque, unicuique suum. Cordialmente
Tino Palestra

Gentile dottor Palestra, apprezzo sommamente l'ironia di quelle virgolette e ricordo anch'io quei mesi convulsi. Berlusconi issava la bandiera dell'italianità e si cullava nella demagogia aspettando la riscossione elettorale, cosa che gli viene particolarmente bene. Ma qualche tempo prima Prodi s'era mosso in direzione di Parigi facendo un passo avanti e due indietro, prigioniero (diciamo così) delle parti sociali e dell'istinto di conservazione di piloti, hostess e lobby connesse. Due modi di sbagliare mentre tutti sapevano che Alitalia avrebbe perso le ali. Oggi, con il coinvolgimento delle Poste e di un'armata brancaleone senza un progetto industriale, rischiamo di fare la stessa fine. Con un'aggravante: invece di cinque miliardi ne perderemo dieci. Senza per questo spostare di un millimetro il destino di Alitalia: biglietto di sola andata per Parigi.
Giorgio Gandola

fa.tinaglia

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