Domenica 13 Ottobre 2013

La crisi cambia i nostri consumi
Si mangia a casa e niente pasticcini

La crisi cambia lo stile di vita degli italiani e la necessità di risparmiare impone svolte drastiche nelle «abitudini di spesa». Si torna a pranzare e cenare a casa e si rinuncia anche al rito domenicale delle «pastarelle», dopo aver già tagliato sugli acquisti di automobili, vestiario, scarpe e viaggi.

Unica eccezione nella generale contrazione dei consumi si registra nel mercato dei telefonini e della tecnologia che continua a fare la parte del leone. Questa la fotografia scattata dalla Confcommercio in una indagine sul «paniere della spesa» delle famiglie italiane tra il 1992 e il 2012. Recessione a parte, dall'analisi emerge che nel giro degli ultimi 20 anni in cima ai desideri degli italiani non ci sono più le automobili, ormai soppiantate da telefonia e Hi-Tech.

Di pari passo aumenta la spesa degli italiani con carta di credito e, stando alle previsioni elaborate da CartaSi, la ripresa vedrà un trend di crescita nel 2014 e nel 2015 anche grazie all'e-commerce (il commercio su Internet). Abbigliamento, mezzi di trasporto, alimentazione domestica e benessere personale sono le voci di consumo che, dal 1992 a oggi, si sono maggiormente ridotte con un calo di quasi il 2%. Nello stesso periodo, la spesa per telecomunicazioni è più che quadruplicata, passando dallo 0,8% al 3,3%, costituendo il principale cambiamento nelle abitudini di consumo. Proprio negli ultimi cinque anni si è fatta ancora più marcata l'accelerazione dei consumi nel settore Hi-Tech mentre peggiora la contrazione nel segmento trasporti.

Gli acquisti di beni per la telefonia aumentano del 77%, quelli per computer, televisori, hi-fi e accessori di quasi il 21%. Di contro, quella dei mezzi di trasporto è la voce di consumo che segna il risultato peggiore con un calo di oltre il 45 per cento. Con il picco della crisi si tagliano anche pranzi e cene al ristorante. Gli italiani tornano a mangiare in casa, mentre continua a ridursi la spesa su automobili, abbigliamento e calzature con una flessione di mezzo punto percentuale. Confcommercio spiega che «l'alimentazione in casa cresce nel 2012 a causa dell'eccezionale crollo di redditi e consumi. Al contrario di quanto accade nei periodi di crescita, nei periodi fortemente recessivi la quota dei beni fondamentali sul budget familiare complessivo sale».

In base ai calcoli della Coldiretti, gli italiani hanno ridotto del 10% gli acquisti in pasticceria, per una spesa media di appena 147 euro nell'ultimo anno, preferendo rimboccarsi le maniche per la preparazione casalinga di torte e dolciumi fai-da-te. E infatti, in controtendenza rispetto all'andamento generale della spesa alimentare, aumentano - precisa la Coldiretti - gli acquisti in quantità di prodotti base indispensabili nella preparazione dei dolciumi, come uova, farina e burro (+2 per cento nei primi otto mesi del 2013). Nonostante la recessione galoppante, cresce la spesa degli italiani con carta di credito. CartaSi segnala, diffondendo i dati dell'Osservatorio di ottobre, «un ritorno alla spesa che non ci aspettavamo».

fa.tinaglia

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