Martedì 27 Gennaio 2009

Nuova legge sui rifugi alpini:
premia chi rispetta le regole

Definitivo e unanime via libera in Consiglio regionale alla nuova legge che regolamenta l’utilizzo e la funzione degli oltre 150 rifugi alpini esistenti sulle aree montane lombarde. Con il nuovo provvedimento la Regione introduce normative più selettive e qualificanti per i rifugi situati in zona alpina, istituendo un vero e proprio albo regionale dei rifugi con relativo marchio di riconoscimento e distinguendo tra rifugio alpino e rifugio escursionistico.
La legge - comunica il Pirellone - dà facoltà di predisporre la segnaletica sentieristica «oltre che in lingua italiana anche in dialetto locale» e assegna alle amministrazioni comunali la possibilità per i rifugi alpinistici di ridurre la tariffa ordinaria di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel rispetto della normativa nazionale vigente. «La legge – ha spiegato il relatore Carlo Saffioti (FI-Pdl) - vuole dare pieno riconoscimento solo a quelle strutture che rispetteranno le regole e le normative indicate. Saranno queste le uniche strutture che potranno poi beneficiare dei contributi regionali previsti dalla legge n°26 del 2002. In questo modo vogliamo privilegiare quei rifugi che davvero svolgono un servizio e una funzione utile al territorio montano, evitando una inutile dispersione di finanziamenti a pioggia».
È indicata la distinzione tra rifugi alpini e rifugi escursionistici. I primi devono offrire ospitalità e ristoro ed essere ad almeno 1000 metri di quota in zone isolate di montagna inaccessibili da strade aperte al traffico ordinario e devono essere distanti da linee funiviarie almeno 1500 metri o con 150 metri di dislivello, ad esclusione delle sciovie. Possono invece fregiarsi del titolo di rifugi escursionistici le strutture poste a un'altitudine minima di 700 metri accessibili anche mediante strade aperte al traffico ordinario. Una voce specifica del testo regionale è dedicata alla figura del gestore, chiamato ad esercitare la propria attività per un numero minimo obbligatorio di 100 giorni all’anno. Deve inoltre qualificarsi come riferimento informativo della zona e nel caso di incidenti o infortuni deve collaborare attivamente fornendo anche disponibilità di locali e attrezzature utili agli interventi di soccorso.
Parere favorevole alla nuova legge è stato espresso dagli esponenti di minoranza. «Una legge che aiuta la montagna, che va nella direzione di valorizzarla e aiutarla a vivere e crescere», ha detto l’esponente del Partito Democratico Stefano Tosi. «Questo provvedimento – ha aggiunto Osvaldo Squassina di Rifondazione Comunista - ha il merito di portare chiarezza nel settore e stabilire criteri certi nell’attribuzione dei finanziamenti. Ora servono però nuove risorse anche per la viabilità montana».
«Le leggi sulla montagna hanno sempre il potere di unire - ha concluso Giosuè Frosio (Lega Nord) – e la Lega Nord si batte da sempre per la tutela dei territori e delle tradizioni montane, che necessitano sempre più di una legislazione attenta e aggiornata».
Approvato all’unanimità anche un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a stanziare tempestivamente i fondi necessari per la ristrutturazione dei rifugi e la relativa messa in sicurezza e per effettuare la manutenzione dei sentieri di montagna.

a.benigni

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