Sabato 31 Gennaio 2009

Contro il Piano dell'area ex Sace
50 osservazioni di 400 firmatari

Sono già una cinquantina le osservazioni, accompagnate da circa 400 firme, di residenti raccolte da Il Mosaico, la rete sociale dei quartieri di Valtesse San Colombano e Conca Fiorita, contro il piano d’intervento integrato sull’area Sace. «Ma questi numeri - spiega Luisa Pecce, responsabile Ambiente de Il Mosaico, presente ieri con altri membri della rete sociale presso il gazebo allestito sul Sentierone per raccogliere nuove adesioni - sono destinati ad aumentare. Infatti le osservazioni devono essere presentate in Comune entro mezzogiorno del 17 febbraio: e noi, prima di quella data, metteremo in campo altri gazebo per raccogliere ulteriori osservazioni e firme. Visto che sinora – rileva Pecce – non sono bastate le 3 mila firme raccolte contro il progetto, i residenti (ma non solo loro) vogliono mettere nero su bianco le osservazioni riguardanti quanto ritenuto da loro assolutamente sbagliato. Ogni osservazione sarà presentata al Comune per essere protocollata singolarmente. Inoltre, sarà presentata anche la corposa documentazione (20 pagine) presentata dal legale dei dieci residenti che sono ricorsi al tribunale amministrativo di Brescia contro l’esclusione della valutazione ambientale strategica (Vas)».

Il legale in questione, l’avvocato Massimiliano Manganiello, aveva spiegato il punto della situazione durante la partecipata assemblea promossa da Il Mosaico nella serata di venerdì scorso presso l’auditorium del Centro risorse di Valtesse. «Il ricorso al Tar – dice Manganiello – è stato solo il primo passo per tutelarci contro un progetto che riteniamo non vada messo in opera. Puntiamo però anche sul fatto che l’amministrazione comunale valuti attentamente le osservazioni che presenteremo: queste daranno al Comune, secondo noi, la possibilità di rivedere quanto pensato sinora». Tra i diversi motivi chiamati in causa per un cambio di rotta, Manganiello parla proprio della Vas.

«La normativa regionale – spiega il legale – da facoltà alle amministrazioni di escludere la Vas davanti ad aree di non rilevanti dimensioni. Ma noi contestiamo all’amministrazione comunale il fatto di aver usato questo potere discrezionale in modo non corretto. Il Comune ha considerato solo l’area Sace e non anche il campo Utili (anch’esso interessato all’operazione: insieme le due aree si estendono su 80 mila metri quadri). Stando così le cose pensiamo che non si possa qualificarla, come invece il Comune ha fatto, un’area di piccole dimensioni. Anche perché, quando si superano i 100 mila metri quadri (ed in questo caso non siamo molto distanti) scatta l’obbligatorietà di fare la valutazione di impatto ambientale, un’analisi estremamente rigorosa».

e.roncalli

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