Expo a colori

Da ormai 180 giorni il mondo passa vicino ai nostri finestrini, ben in vista lungo la tangenziale, con il corredo del target, ormai raggiunto di 20 milioni di visitatori. Un esercito disarmato e curioso che ha sbaragliato scettici e disfattisti, pronti ad inneggiare al fallimento epocale

A dire il vero, fino all’ultimo, siamo riusciti a combinarne di tutti i colori, con appalti aggiustati e commissariamenti, piazzando poi l’italico colpo di reni in vista del taglio del nastro. Per quanti ormai conoscono Expo ad occhi chiusi, sotto le palpebre e nei ricordi si muovono colori vivi e vivaci, sorprendenti e calorosi. Sono quelli della gente, dentro e fuori i padiglioni. Gli stessi che più di 50 anni fa Jurij Gagarin vide unirsi, dall’oblò della Vostok, nel blu meraviglioso di «una Terra senza frontiere né confini».

Colori che la routine quotidiana ha invece dimenticato, negli abiti da ufficio, nelle polemiche online e fra le auto più vendute. Secondo la «Global Automotive Color Popularity», annuale classifica del gusto a quattro ruote, ad andar per la maggiore a livello mondiale sono bianco, nero e grigio, scelti da più del 60% di acquirenti. Rosso, blu, beige, giallo, amaranto e verde (messi tutti insieme) arrivano a malapena al 25%. Oltre che a nutrirlo, il Pianeta, verrebbe voglia di dipingerlo. Forse è sufficiente guardare in alto, scrutando, perché no, il lontano Plutone. La Nasa in questi giorni ci ha raccontato che la sua superficie ha zone di un blu brillante, altre di un rosso intenso. Un pianeta multicolore, raccontato alle agenzie da una nostra ricercatrice, Silvia Protopapa. Perché dove ingegno, colore, calore e cuore si incontrano (come ad Expo) c’è l’Italia.

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