Lunedì 19 Gennaio 2009

Angelo Giuseppe Roncalli

Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro Giovanni XXIII, nacque a Sotto il Monte il 25 novembre 1881, primo figlio maschio di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli. La sera stessa il neonato fu battezzato dal parroco don Francesco Rebuzzini nella chiesa di Santa Maria a Brusicco: padrino il prozio Zaverio Roncalli. Terminate le elementari, si preparò ad entrare nel seminario diocesano di Bergamo ricevendo lezioni di italiano e latino dal parroco di Carvico e frequentando il collegio di Celana. Il 7 novembre 1892 fece ingresso nel seminario di Bergamo, dove fu ammesso alla terza classe ginnasiale. Terminato nel luglio 1900 il secondo anno di teologia, fu inviato nel gennaio 1901 a Roma al seminario romano dell'Apollinare. Tornò a Bergamo per un anno per il servizio militare, quindi continuò gli studi. Il 13 luglio 1904, a 22 anni e mezzo, conseguì il dottorato in teologia. Il 10 agosto 1904 fu ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria di Monte Santo; celebrò la prima Messa il giorno seguente nella Basilica di S. Pietro. Dopo un breve soggiorno a Sotto il Monte, tornò a Roma per gli studi di diritto canonico. Nel febbraio 1905 fu scelto come segretario del nuovo Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi: dieci anni di intenso impegno accanto ad un Vescovo autorevole, molto dinamico e ricco di iniziative. Dal 1906 iniziò a insegnare in seminario: storia ecclesiastica, patrologia e apologetica; dal 1910 gli fu assegnato il corso di teologia fondamentale. Appassionato di storia, fu autore di svariate pubblicazione fra cui gli Atti della Visita Apostolica di s. Carlo a Bergamo (1575), una fatica durata decenni e portata a termine alla vigilia dell'elezione al Pontificato. Fu anche direttore del periodico diocesano La Vita Diocesana e dal 1910 assistente dell'Unione Donne Cattoliche. Dopo la morte di Mons. Radini nel 1914 e con lo scoppio della guerra nel 1915 per tre anni fu cappellano e sergente di sanità negli ospedali militari di Bergamo. Nel dicembre del 1920 giunse l'invito del Papa a presiedere l'opera di Propagazione della Fede in Italia. Nel 1925 con la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria iniziò il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Dopo l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma il 19 marzo 1925, partì per la Bulgaria. Il 27 novembre 1934 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia ed in Grecia, paesi anche questi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano. Durante la Seconda Guerra Mondiale svolse un'efficace azione di assistenza a favore degli Ebrei, salvati a migliaia dallo sterminio. Pio XII lo volle promuovere alla Nunziatura di Parigi, dove giunse il 30 dicembre 1944. Ma lì lo attendeva una situazione assai difficile. Il governo provvisorio voleva la destituzione di trenta Vescovi accusati di collaborazionismo con il governo di Vichy. Il Nunzio Roncalli dopo un’abile trattativa riuscì “a togliere lo zero dalla trenta” limitare a tre il numero dei Vescovi destituiti. Nominato cardinale nell’ultimo Concistoro di Pio XII, accettò la nomina a Patriarca di Venezia, dove giunse il 5 marzo 1953. Ma quella non sarebbe stata l’ultima meta del suo lungo peregrinare. Il 28 ottobre 1958, il Cardinale Roncalli fu eletto papa e assunse il nome di Giovanni XXIII. Papa di transizione – si disse – ma in realtà fu l’avvento di una nuova primavera nella Chiesa. Volle anzitutto dare un'impronta pastorale al suo ministero, come Vescovo di Roma. Convocò il Sinodo diocesano. Ma la sua più grande intuizione fu il Concilio Vaticano II, annunciato nella basilica di S. Paolo il 25 aprile 1959. Nel discorso di apertura dell'11 ottobre 1962 Papa Roncalli ne delineò il cammino: presentare la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna, aggiornare la vita della Chiesa, privilegiando la misericordia e il dialogo. Un'apertura universale senza esclusione delle confessioni cristiane, invitate a partecipare al Concilio. Nella primavera del 1963 fu insignito del Premio Balzan per la pace a testimonianza del suo impegno con le Encicliche Mater et Magistra (1961) e Pacem in terris (1963) e il suo intervento in occasione della crisi di Cuba. Morì il 3 giugno 1963. E tutto il mondo lo pianse.

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