A Brusaporto decolla il Birrificio della Ghironda

A Brusaporto decolla
il Birrificio della Ghironda

Con il nuovo «Birrificio della Ghironda», inaugurato pochi giorni fa nella zona industriale di Brusaporto, superano ormai la dozzina i birrifici artigianali attivi negli ultimi anni in provincia di Bergamo.

Anche in questo caso ci sono alle spalle personaggi con tanta passione e tanto amore per la birra, ai quali non manca anche un pizzico di artistica, fantasiosa, esuberante volontà di mettersi in gioco e di confrontarsi con il mercato sempre più ricco di «bionde», di «rosse» e di «ambrate». Lo stesso nome «Ghironda» testimonia una certa passione anche per la musica: trattasi, infatti, di un antico strumento musicale a corde di cui si hanno tracce già nel IX-X secolo, un antesignano della liuteria moderna.

Il nome del birrificio è stato scelto da Salvatore Grimaldi, residente a Bagnatica, di professione chimico che si occupa di ricerca e sviluppo. Ha cominciato come tutti a farsi la birra in casa con un piccolo impianto (tecnicamente è la fase di homebrewing), per poi passare alla fase produttiva vera e propria, forte anche dell’appoggio di altri due soci, il bancario Ermanno Defeo e suo figlio Gabriele.

Da sinistra, Ermanno e Gabriele Defeo, Salvatore Grimaldi

Da sinistra, Ermanno e Gabriele Defeo, Salvatore Grimaldi

L’area di produzione, in un capannone di via del Lavoro 4, a Brusaporto, comprende un impianto da 500 litri e quattro fermentatori da 1.200 litri ciascuno. La produzione si attesta attualmente sui 4 mila litri al mese, con potenzialità di arrivare a 10 mila litri mese. Le birre prodotte sono quattro e per ora in bottiglia da mezzo litro (in settembre arriverà anche quella da 33 centilitri). Per la birra alla spina ci sono i fusti da 20 o 30 litri. La sede del birrificio ha anche uno spazio per mescita, assaggio e vendita. Il bancone delle mescite è situato nello stesso spazio occupato dai fermentatori: tutto a vista come nelle moderne cucine dei ristoranti più quotati, come garanzia dell’assoluta genuinità del lavoro e scenario perfetto per un buon assaggio.

Per ora sono quattro le ricette che Salvatore ha messo a punto, quattro tipologie diverse per soddisfare un po’ tutti i gusti, negli stili Pils, Dubbel, Blanche e Dry Stout. La Pils (che Grimaldi ha chiamato Ghirò) è a bassa fermentazione, 4,8 gradi alcolici, note mielate e luppolate); la Ru-bis (stile Dubbel) è ad alta fermentazione, 6,5 gradi, con note di frutta matura e caramello; la Poolside (stile Dry Stout) ha 4,8 gradi alcolici, colore ebano, al palato denota sentori di caffè ed una punta di acidità tipica dello stile; infine la Aromatis (stile Blanche), 4,8 gradi, con decisi sentori di spezie e frutta acidula, perfetta come aperitivo.


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